Dani Alves contro l'Ecuador: leadership, buona condizione fisica, pochi spunti

di Juventibus |

dal nostro corrispondente in Brasile 

Gli ultimi sette giorni sono stati anormali per Dani Alves: non  ancora ufficialmente della Juventus, ma in una settimana ha dovuto pensare all’addio al Barcelona ,all’accordo con la Juve e adesso si è buttato totalmente sulla Coppa America con la nazionale verdeoro.
La gara contro l’Ecuador era importantissima per il Brasile non soltanto per il debutto nella competizione ma per essere la prima senza nessuno degli undici titolari che hanno giocato l’indimenticabile 7-1 subito dalla Germania a casa. Il terzino indossa la fascia da capitano, dimostra di essere fisicamente in buona condizione, si comporta da leader riprendendo i compagni e dando loro continue indicazione con la voce e i gesti: Dani si muove nel 4-1-4-1 del c.t. Dunga e avanza sulla linea di centrocampo alle spalle di Willian, Jonas e Coutinho, i più vicini all’area ecuadoriana. Spesso si è visto Willian tagliare verso la trequarti e il terzino, nostro osservato speciale, si muoveva come esterno di centrocampo arrivando a crossare a ridosso dell’area dell’Ecuador; oppure si è mosso da falsa mezzala per trovare compagni più avanzati, ma restando comunque sempre attento a Jefferson Montero, veloce esterno sinistro del Swansea che cercava spazio alle sua spalle ma senza riuscirci. Il più grande pericolo per il Brasile – e della partita – occorre al ventesimo della ripresa quando l’Ecuador attacca sulla sinistra, Bolaños riceve la palla, fa un tirocross sul primo palo che Alisson, neo portiere della Roma, mette dentro la propria porta con un intervento goffo: sarebbe gol, ma il guardalinee ha alzato la bandierina giudicando che il pallone avesse superato la linea che delimita il terreno di gioco, salvando così il Brasile.
Senza gravi errori commessi e tanti movimenti tattici nella zona di centrocampo, la prestazione del terzino brasiliano più che vicinissimo alla Juve è da 6 in pagella: si è visto non con la solita frequenza nella trequarti avversaria, colpa di un Brasile sterile che ha tirato soltanto due volte nella porta dell’Ecuador: arriva così il pari nel debutto nella manifestazione continentale.

Thiago Bonapace