Dal Foligno alla Champions: Federico Cherubini, l’uomo della svolta

di Silvia Sanmory |

Il passato è un paese straniero; fanno le cose in modo diverso lì“.
(Lesley P. Hartley)

Quando Sarri sedeva sulla panchina bianconera,  Federico Cherubini aveva un ruolo importante, al di là di quello istituzionale: tentare di arginare la difficoltà comunicativa tra il tecnico con la tuta, fortemente voluto da Paratici dopo lo scontro con Allegri, e lo spogliatoio. Non solo. Si narra che Cherubini si sia dovuto barcamenare anche tra Paratici e Marotta sull’affair Ronaldo, il Ds spinse l’acquisto di Cr7  contro le rimostranze dell’Amministratore Delegato…

Destituire Paratici è un segno piuttosto tangibile di rottura con il passato; sostituirlo con Cherubini sembrerebbe un segno altrettanto tangibile della volontà di dotare la Juventus di una nuova identità, con il ritorno di Allegri e (forse) l’addio di Ronaldo.

Ma chi è il nuovo Direttore Sportivo bianconero che dovrà occuparsi della gestione della Prima squadra, del calciomercato e di ogni  questione bella e brutta legata al campo?

La gavetta

Cherubini, nato a Foligno nel 1971, ha sempre giocato a calcio, più che altro tra i dilettanti. L’esordio a sei anni con i Pulcini della squadra locale, allenamenti nel vecchio stadio dove ora si tiene la Quintana. “Giocavo e lavoravo – racconta in una vecchia intervista ad un giornale umbro – lavorando ho iniziato l’attività nel settore dei mercati finanziari. Poi quando abbiamo vinto il Campionato con il Foligno e siamo andati in Serie C l’allora presidente Zampetti mi disse di smettere di giocare e di diventare direttore della squadra.  Da li ho iniziato il mio percorso“. Lavorare nelle categorie inferiori è stata una grande palestra: “Un dirigente deve saper fare tutto. Al Foligno io e altri della Società ci trovavamo la domenica e sistemavamo materialmente il campo per la partita. Fatto questo, tornavamo a casa, ci facevamo la doccia, mettevamo la cravatta e tornavamo allo stadio facendo il lavoro da dirigenti. Questo era lo spirito più grande che ci ha contraddistinto in quegli anni“. Quando inizia il percorso con il Foligno, Cherubini ha una squadra che gioca in Eccellenza; con lui arriverà a sfiorare la Serie B, mancata per un soffio nello spareggio.

L’incontro con Paratici e Marotta

Lasciata la Società biancazzurra, Cherubini si trasferisce al Perugia con risultati soddisfacenti;  inizia a stringere rapporti con alcuni dirigenti di livello del panorama calcistico nazionale, ad iniziare da Paratici e Marotta che al tempo sono alla Sampdoria. È il 2008. I due gli propongono di entrare a fare parte della squadra ma l’affare non andrà in porto. Si rincontreranno nel 2012 e questa volta Cherubini accetta la proposta del duo (diventato bianconero) di ricoprire il ruolo di responsabile del settore giovanile  e di supervisore dei giocatori ceduti in prestito dalla Juventus. Nel 2018, con la nascita del progetto della Juventus Under 23, le sue responsabilità aumentano: diventa il responsabile del nuovo settore e vicedirettore della Prima squadra. Con l’addio di Marotta, Cherubini viene promosso a Football Director ed affianca Paratici nelle trattative più importanti degli ultimi tempi.  Ora, con la nomina a Ds, sarà lui ad occuparsene in prima persona, a decidere i modi per rivoluzionare la Vecchia Signora del calcio internazionale e per tentare di fare quadrare il bilancio, compromesso a causa della pandemia.

Dicono di lui

Descritto come una persona molto operativa e pratica, chi ha lavorato con Cherubini ha evidenziato le sue  spiccate capacità non solo manageriali e tecniche ma anche umane, nel sapersi rapportare in modo efficace con le persone. Una specie di risolutore, insomma.

Scouting man

“Ci sono ragazzi che trovano la consacrazione in breve tempo, altri che hanno bisogno di un percorso più lungo –  ha dichiarato  Cherubini a proposito dell’Under 23 – bisogna avere pazienza di accompagnarli e aspettarli, altre volte rischi di perderli. Ecco l’utilità delle seconde squadre, grazie alle quali si può dimezzare il numero dei prestiti e la maturazione dei ragazzi avviene al nostro interno”. Cherubini è un sostenitore dello scouting con un certo fiuto, come si nota da un aneddoto emblematico che riguarda Diagne: acquistato dal Bra, in Serie D, in tre anni o poco più ha fatto il giro del mondo (dalla Francia all’Arabia Saudita ecc.) passando da un rimborso spese da dilettante ad un ingaggio milionario.

La sua frase cult

Il giocatore cresce e migliora con la palla. Serve più gioco e meno  lezioni tattiche“. A questo proposito mi (ri)torna in mente Allegri, tra l’altro buon amico di Cherubini, che una volta disse che ogni possibilità immaginata a tavolino deve essere sottoposta alla verifica del terreno di gioco. L’eterno, mutevole, divenire del calcio.


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