DAI LETTORI – Tema: La squadra del tuo cuore

di Juventibus |

di Andrea Favarin

Tema: la tua squadra del cuore (ovvero perché tifo la squadra che tifo)

Svolgimento.

Signora Maestra, la Juventus è la squadra del mio cuore. È anche la squadra del cuore del mio papà. È stato lui a farmi vedere le prime partite, di signori grandi ed eleganti con delle belle magliette bianche e nere. Adesso io non so se mi piace la Juventus perché piaceva al mio papà, o se mi piace il mio papà perché gli piace la Juventus. Fatto sta che faccio il tifo per tutti e due. Il mio papà è un uomo grande e forte. Non ha tanti capelli e la sua testa mi ricorda un pallone da calcio. Forse è anche per questo che mi piace il mio papà. Sa Signora Maestra, il mio papà, quando guardiamo la partita, è sempre molto silenzioso. Quando il tiro di un nostro giocatore (nostro sì, mio e del mio papà) prende il palo o viene parato dal portiere degli altri, il mio papà continua a guardare silenzioso. Io mi arrabbio tanto, perché vorrei che la mia Juve facesse gol. E allora salto, grido, a volte quando voglio tanto tanto che la mia Juve faccia gol, anche piango. Mi ricordo una volta, che stavamo perdendo contro una squadra che aveva la maglia viola (il nome degli altri non lo ricordo, ma non credo sia importante). Avevano segnato due gol di fortuna e noi nemmeno uno. Il mio papà guardava e stava in silenzio. Io invece piangevo tanto. Poi un signore pelato come il mio papà (forse è anche per questo che mi piace tanto il mio papà) ha fatto due tiri fortissimi e ha fatto due gol! E allora salti di gioia, grida di felicità. Ho continuato a piangere. Ma stavolta perché ero contento. E il mio papà era ancora fermo in silenzio (Signora Maestra, posso assicurarle che non era morto, sta benissimo e ieri mi ha accompagnato a prendere il gelato). Poi un signore coi capelli lunghi (il mio papà quando era piccolo aveva i capelli lunghi, forse è anche per questo che mi piace tanto il mio papà) ha fatto un gol incredibile!!! Un pallone alto alto che sembrava non venisse più giù, lui la prende al volo e la palla va in gol! Quanto contento ero Signora Maestra! Anch’io, come i nostri giocatori, correvo avanti indietro, urlavo e mi buttavo a terra! Il mio papà era sempre fermo lì. Subito dopo il gol, prima di impazzire di gioia, l’ho guardato il mio papà. Era sempre fermo, silenzioso (Signora Maestra, le assicuro anche che il mio papà non è muto e neanche invalido. Mi ricordo ancora tutte le parole che mi ha detto quando ho rotto il finestrino della macchina col pallone cercando di fare un tiro fortissimo come quel signore pelato. Per fortuna corro già più forte di lui, altrimenti, Signora Maestra, sai le mazzate). Ma gli è comparso per poco tempo un sorriso. Poi fermo e silenzioso come prima. Io non so cosa vuol dire questo, Signora Maestra, ma quel giorno ho imparato che qualsiasi cosa succeda, un tifoso della Juventus, non deve fare troppi versi. Adesso sono un po’ più grande e il mio papà non lo vedo tanto spesso. Quando però gioca la nostra Juve, viene a prendermi con la sua macchina (ha aggiustato il finestrino intanto) e guardiamo la partita insieme. Lui sempre fermo e silenzioso. Spesso sorride. A me piace guardare le partite con lui. Sono diventato anche più tranquillo. Ho imparato da quel giorno che qualsiasi cosa succeda, un tifoso della Juventus non fa versi come i tifosi delle altre squadre (i neri e i blu piangono sempre, insieme a quelli viola che però non vedo in giro da tanto tempo. Anche quelli rossi e neri mi sembrano un poco tristi ultimamente. Quelli azzurri e gialli e rossi li vedo in estate tanto tanto felici ma poi in primavera si arrabbiano sempre tanto e se la prendono con me e mi dicono che rubo. Boh, non ho mica capito Signora Maestra, cosa gli avrei rubato, ma vedo che dopo che me l’hanno detto si sentono meglio e festeggiano). Sono sicuro che qualsiasi cosa succederà anche le cose più brutte come perdere finali, campionati e anche se dovessimo andare in Serie B (ma non succederà mai) io sarò sempre col mio papà a guardare la nostra Juve. E pazienza se qualche volta urlerò, griderò, mi butterò a terra, piangerò. Ci sarà sempre il mio papà, fermo, silenzioso, spesso sorridente a insegnarmi che “un tifoso della Juventus, non fa versi come i tifosi degli altri, perché noi, abbiamo uno stile che nessuno ha”. Anch’io non ho capito bene cosa è di preciso questo stile. Ma noi ce lo abbiamo e gli altri no. Signora Maestra sono quasi sicuro che mi piace la Juventus perché assomiglia tanto al mio papà.

Voto: 3. L’alunno divaga dal tema assegnatogli, parlando più del suo papà che della sua squadra del cuore (che poi non capisco come l’alunno in questione, possa non tifare per la squadra della sua città). La Maestra Concetta Esposito