DAI LETTORI – Sembra quasi che abbiamo vinto l'Europeo…

di Juventibus |

di Adriano Isoardi

Non ho capito: ma abbiamo vinto l’Europeo? Già, perché a sentire quotidiani e media assortiti, parrebbe proprio di sì. C’è un clima da esaltazione massima. Ovvio, giornalai e affini sono lì per questo: in un amen dalle stalle alle stelle e viceversa. Serietà e misura, queste sconosciute.

Beh, a dire il vero finora non si sono visti squadroni imbattibili che facciano davvero paura, sarà anche per quello che cresce l’ottimismo dopo nefaste previsioni. Così, quasi tutti si sono dimenticati le porcherie di passaggi sbagliati e stop ridicoli. Possibile che in serie A giochi (e guadagni) gente che non sa controllare la palla? Sì, proprio così. Andiamo bene…

Sembra che ormai ai ragazzini insegnino diagonali, corsa, come aumentare i muscoli, ma la tecnica non venga nemmeno presa in considerazione. Per quella, c’è la Playstation anziché i piedi. Una delle prime cose che insegnavano era di mettere il piede d’appoggio di fianco al pallone e portare il busto leggermente in avanti per tirare in modo preciso. Oggi è raro vedere un calciatore posizionarsi in tal modo. Bah! Sarà che il gioco è più veloce, sarà che davvero non importa più a nessuno o che non ci sono più bravi maestri.

Così, Conte (il merito è innegabile) e i suoi uomini hanno vinto una partita e speriamo (almeno chi di noi tifa Italia, nonostante tutto) vadano avanti a vincerne altre. Per fortuna, anche Lukaku ha piedi difettosi, se no staremmo raccontando qualcosa di diverso. Però, in giro c’è gente più furba dei belgi, mica è detto che ciò che abbiamo basterà. Di questo bisogna tener conto, senza esaltarsi più di tanto, però conservando la speranza, quella sempre.
Per chi come me in passato ha visto giocare italiani che davano del tu al pallone, rimane arduo entusiasmarsi guardando Pellé, Eder e Darmian, e meno male che Giaccherinho ha azzeccato lo stop del gol, perché per il resto ha sbagliato tutto, ma proprio tutto.

Pessimismo? No, realismo. Comunque speriamo bene, vai a sapere.