DAI LETTORI – Rischio di diventare una Vedova di Morata!

di Juventibus |

di Giorgio C. Mascione

La notizia, che un po’ tutti temevamo, mi è giunta via Twitter, poi è seguita la lettera di addio di Alvaro, e di colpo mi sono reso conto che, dopo anni, “rischio” di diventare una “vedova di…”. In questo caso, di Alvaro Morata. E tutto cio’ mi turba, mi inquieta, non mi fa stare bene. Sì, perché data la mia età, ampiamente sopra i trenta e pochissimo sotto i quaranta, nella mia vita juventina sono stato “Vedova di…” una sola volta in epoca adolescenziale (e quindi in parte giustificabile), alla partenza di Roberto Baggio, giocatore discusso e controverso quanto si voglia, ma per il sottoscritto fonte inesauribile di innamoramento calcistico folle, forse anche coinciso con un periodo nel quale la Juve soccombeva al Milan dei marziani e l’unico “vanto” a cui aggrapparsi era quel ragazzo di Caldogno dal talento smisurato. Ecco, quando Baggio fu venduto dopo il nostro primo scudetto dopo anni e anni di mediocrità passai una militanza “ da vedova” mitigata alla grande (e per fortuna) dal ritorno al successo della Juve di Lippi.

Proprio quel passaggio da “perdenti con un grande talento” a “vincenti con tanti ottimi giocatori” mi formò e da allora non ho più accusato alcun sintomo di “vedovanza” per nessuno. Non sono stato vedova di Vieri, di Vialli e neanche di Zizou, altro diamante purissimo che mi aveva fatto innamorare (più di Del Piero per dirla tutta). Non sono più stato vedova di nessuno perché con il tempo (e con le vittorie) la Juve mi ha fatto comprendere che i giocatori davvero passano ma lei, la sua storia, la sua forza resta. E soprattutto altri giocatori, se non più forti, almeno funzionali al gioco ed al rafforzamento della squadra, arriveranno. Il ragionamento non fa una piega.

E allora perché stavolta sento di nuovo, dopo anni, le tentazioni di diventare una “Vedova di Morata” come ho annunciato pubblicamente su Twitter facendo scatenare un super dibattito addirittura tra autori di due siti diversi che si occupano di cose juventine, come Juventibus e Juveatrestelle? Beh, le ragioni probabilmente (anzi, sicuramente) sono più di cuore (come spesso succede) che di testa. Ma, devo dire la verità, anche dal punto di vista “logico” qualche ragione ce l’ho ad esser tentato di diventare vedova di Morata. A differenza degli altri campioni citati infatti Morata rappresenta un unicum (come lo sarebbe Pogba) perché i vari Vieri, Roberto Baggio, Zidane erano giocatori da cui poter ricavare il massimo in quel momento storico oppure ormai avevano finito onestamente il loro ciclo. Morata ovviamente non si trova in nessuna delle due situazioni ed anzi ha ancora davvero un potenziale da esprimere ancora enorme e alla Juve ha appena iniziato un ciclo. Inoltre, la componente emotiva gioca molto in questa vicenda. Morata è il classico bravo ragazzo al quale abbiamo creduto, dato fiducia. L’abbiamo cresciuto in casa e visto diventare “grande” con noi. Non come il padre “biologico” del Real che in realtà se avesse creduto al suo figlioccio fatto in casa lo avrebbe fatto giocare subito con la camiseta blanca e non dato “in affidamento” ad altri. Vederlo quindi i prossimi anni (e sono tanti) fare sfracelli in Europa (perché sono sicuro che li farà) e probabilmente segnarci anche contro in Champions mi farà immalinconire più volte e imprecare anche un po’ contro quella recompra che ce lo ha portato via. Poi però penso che probabilmente senza quella clausola di recompra noi non l’avremmo mai visto in maglia bianconera e non ci sarebbero mai arrivati dopo due anni trenta milionicini per cercare di trovare un altro Morata ed allora, forse, ci riesco anche stavolta a non diventare una “Vedova di…”! Ciao Alvarito!