DAI LETTORI – Perché Pogba non andrà al Real

di Juventibus |

di Andrea Mangia

Se ne leggono davvero tante sul futuro di Pogba. Quotidianamente. Così tante da riuscire a suscitare l’ansia e l’agitazione anche del più ZEN tra i tifosi bianconeri.

In questa nuova versione del calciomercato, fatto di social media e di Tweet, le faziose illazioni e le “libere” interpretazioni viaggiano ben più veloci, ahimè, delle notizie vere e proprie che corrono, nel 90% dei casi, sul doppio, contraddittorio filo del “in realtà è già tutto fatto da tempo” e del “si è aperta un’occasione di mercato che è stata colta nel giro di una notte” (si ricordi il famoso caso Vieri-Atlètico e le famose rassicurazioni di Moggi ad Agnelli sul fatto che Vieri sarebbe rimasto in bianconero). Ebbene… tenderei ad inserire la questione Pogba nella prima delle due caselle.

Sia per la complessità ed i costi dell’operazione in sé, sia per le strategie di mercato che una così grave perdita (a livello tecnico ed immagine) ti costringe a pianificare. È infatti necessario agire con largo anticipo, per trovare sul mercato alternative all’altezza ed al tempo stesso battere la concorrenza. Ed è da qui che parte il mio ragionamento. Perché Real e Juventus tempo di parlare ne hanno avuto parecchio ed in più occasioni, in questi anni. Leggasi alla voce “Alvaro Morata”.

Le parole utilizzate da Marotta in questi due anni sono sempre state le stesse: “faremo di tutto per togliere la recompra”. Scelta di parole non casuale. La Juventus infatti, sempre particolarmente attenta alle questioni di bilancio, ben sapeva che l’unico modo che aveva per tenersi Morata era proporre al Real un accordo attraverso il quale, a fronte del pagamento di una cifra prestabilita (15/20 milioni) avrebbe ottenuto dal Real Madrid la promessa a NON esercitare la recompra fino alla sua naturale scadenza (giugno 2017).

Diversissimo è il caso in cui il Real, ha esercitato la recompra su Morata, per poi cederlo al migliore offerente. Beh, ma se noi prendessimo i 30 dal Real e aggiungessimo i sopracitati 15/20, potremmo ricomprare Morata. Beh, tecnicamente sì, ma in pratica assolutamente no. Perché ciò comporterebbe dover inserire di nuovo a bilancio Morata con costi spropositati, assolutamente fuori dagli attuali parametri Juventini, ben più alti di quelli toccati dagli affari Pjanic e Dybala. Purtroppo Alvaro possiamo considerarlo un piacevole ricordo.

Ma tornando alla questione Pogba, vorreste davvero farmi credere che il Real Madrid e la Juventus, nel negoziare il trasferimento che si prospetta come il più oneroso della storia del calcio, non siano riusciti a venirsi incontro per discutere il destino di un giocatore che alla Juventus sarebbe rimasto più che volentieri e che ai Blancos interessa al massimo come pedina di scambio o come quarta punta? No.

Anzi, vi dirò di più. Se il Real Madrid ha adottato questa rigidità è proprio perché sulla questione Pogba ha trovato un muro bianconero a sbarrargli la strada. La mia idea è che Pogba rimarrà alla Juve. Due anni ancora almeno. Quei due anni che porteranno probabilmente all’addio dello zoccolo duro di questo straordinario che ci sta dando soddisfazioni indicibili. Quei due anni che, sottovoce, sono diventati il termine ultimo, per questo gruppo, per raggiungere quell’obiettivo tanto agognato che è la Coppa dalle grandi Orecchie, che sarebbe la meravigliosa conclusione di una carriera irripetibile di un giocatore altrettanto irripetibile come Gigi Buffon.

E là il bivio. Cedere Pogba per rifondare, o convincerlo a diventare il simbolo della Juventus anche per gli anni a venire.