DAI LETTORI – Il mondo visto da un’altra prospettiva

di Juventibus |

di Ciro Patriota

Genesi di un napoletano diventato juventino

Napoletano, di Napoli (“e facitm na pizza” –ah no, non ne sono capace-) ho dovuto confrontarmi spesso con me stesso, ma soprattutto con amici e parenti pronti a ripetermi la stessa domanda, quasi come un carillon: “Come fai a tifare Juve se sei di Napoli?” Risposta: “Perché non dovrei tifare i bianconeri di Torino dato che la squadra della mia città ha come presidente un ex laziale e in squadra ha pochissimi italiani, ancora meno napoletani?”

Quesito risolto, bene, punto e a capo. Chi vuole intendere intenda, gli altri in camper, o quanto meno che sia risibile un concetto di appartenenza sostenuto da imprenditori romani, mi sembra lecito. Ho pensato che nel caso in cui avesse vinto la squadra della mia città il Paese si sarebbe risollevato, e niente più divisioni, più lavoro per noi giovani, e… vabbé, ho pensato e già ho detto una cazzata, ma le riflessioni successive sono state ancora peggiori.

Fino alla fine, e dunque non mi sono arreso, a forza di pizzicotti sulle guance, ho iniziato a guardare il mondo da un’altra prospettiva: “maledetti questi rubentini, hanno il fatturato maggiore, ci credo che vincono”.
Leggere poi che “la Juventus […] partiva dai 153,9 milioni di ricavi nel 30 giugno 2011 e una perdita netta di 95,4 milioni” su un giornale rosa, non ha avuto prezzo, altro che Mastercard. Come ultimo tentativo ho chiamato mio zio, tifoso storico del Napoli, che mi ha ripetuto: “In Europa non vincete mai, è la prova che in Italia rubate”.
Già, peccato che il Napoli non sia il Bayern Monaco e che la Juventus invece, sia l’unica squadra ad avere tutti i trofei internazionali. Così, dopo vari tentativi, sono giunto ad una conclusione: se tifo Juventus, pur essendo di Napoli, è perché non siete stati in grado di darmi neanche un buon motivo per non essere juventino!