Dai lettori: La prima pietra per poter ripartire

di Juventibus |

Premessa importante: non sono nè un pessimista, nè un ottimista a prescindere. Ritengo di sbilanciarmi, in positivo o in negativo, quando c’è il caso. Ad esempio, parlai apertamente di scudetto non dopo Juve Parma 4 a 1 del primo anno di Conte, ma al termine di Juve Fiorentina 2 a 1. Anzi, già nell’intervallo. Perchè il 424 non mi convinceva, mentre il passaggio al 433 mi fece capire che era l’anno giusto. Bene, e adesso? Adesso trovo sinceramente inutile costruire false illusioni dopo ogni vittoria, così come aprire processi dopo ogni pareggio o sconfitta. La verità è che là davanti, lontane, ci sono quattro squadre che viaggiano. La verità è, soprattutto, che per una serie di motivi la Juventus 2015/16 è terribilmente limitata. Altro che rosa più forte, altro che mancato rispetto della maglia. E’ vero, sicuramente l’allenatore sta palesando dei limiti; ma il motivo del declino è principalmente uno: aver indebolito il centrocampo. Spesso ci si perde in dissertazioni filosofiche/psicologiche, quando il calcio rimane materia semplice. Vidal trequartista era spesso impresentabile; meno nel finale di stagione, comunque. Ma Vidal mediano era sempre più che presentabile, anche nei momenti peggiori. Tuttavia l’errore non è stato nè cedere Vidal nè cedere Pirlo. L’errore è stato sostituire il cuore del centrocampo puntando al risparmio. Voglio dire: mentre per l’attacco, vuoi o non vuoi, degli investimenti per sostituire Tevez sono stati fatti (ai posteri l’ardua sentenza sull’esito), a centrocampo l’uscita di due big è stata compensata dall’acquisto a parametro zero di un giocatore a rischio fisicamente. Sicuramente Sami Khedira darà anche dei benefici alla Juventus, ma il suo meglio è passato; lo vedi lento, un po’ imbolsito. Ordinato certo. Ma non basta. Non basta perchè a fianco di Pogba e Marchisio ci vorrebbe altro, per guidare una rimonta, per avere una credibilità europea. Più pressing, più inserimenti, più slancio, più piede, più gioventù. Oggettivamente, Khedira sarebbe un ottimo quarto o quinto centrocampista. Ma l’errore non è solo aver puntato troppo su Sami. L’errore è anche aver sopravvalutato Sturaro e Pereyra, i quali senza certi fari di riferimento hanno perso la trebisonda. L’errore è aver messo le pezze Lemina ed Hernanes, pezze che spesso invece di tappare dei buchi ne aprono altri. Il problema, ripeto, è che anche il centrocampo meritava un investimento importante, una certezza in più. Che ne so: Isco, Marchisio e Pogba titolari, e gli altri pronti al turnover, Khedira compreso. Invece no, la filosofia del risparmio ha portato questo pasticcio. Da quando seguo la Juventus, sempre gli acquisti di centrocampo hanno determinato fortune e sfortune. I nove anni di digiuno scudetto vennero interrotti soprattutto da Paulo Sousa e Deschamps. La scoperta di Zidane diede linfa al ciclo lippiano. Quando nel ’97 si comprò Pecchia si regredì, e l’arrivo di Davids a dicembre risollevò la squadra. Nel 2004 fu Emerson a porre le basi per una Juve forte, idem Pirlo e Vidal nel 2011. Gli acquisti sbagliati di Blanchard e Oliseh, Appiah e Melo (tanto per fare dei nomi) determinarono stagioni non vincenti. La prima pietra importante della rifondazione bianconera dell’estate 2016 dovrà essere messa a centrocampo, altro che Lavezzi e Saponara vari. Speriamo lo capiscano.

di Roberto Ferrari