DAI LETTORI – Fantasie di mercato: Centrocampo

di Juventibus |

di Federico Voli

Al contrario di quanto detto sulla difesa, per il centrocampo dovremmo inverosimilmente passare prima da Morata.

Isco e James sarebbero ovviamente contropartite inarrivabili, i classici nomi dai quali incominciare a togliere il grasso per poi arrivare all’osso.

Kovacic, quindi, come soluzione attuale dettata dalla storia mercatara di Beppe: profilo meno altolocato ma pur sempre un talento, ancora tutto da costruire e migliorare. Oltre che rilanciare. A Madrid è rimasto rasoterra, per un’annata trascorsa su una barca rovesciatasi con Benitez e rimessa in sesto da Zidane, ma anche a causa di una concorrenza troppo spietata per lui in quel ruolo. Il suo. Quello del trequartista eclettico, il sole tattico per Allegri.

Sa legare la manovra, ha inventiva, scambio nel corto, verticale, visione. E ventidue anni. Non sarà un Draxler, ma nemmeno un Hernanes. Un pedone ancora alla base della propria scacchiera e che i suoi primi, veri, movimenti deve ancora compierli.

Potrebbe giocare come sinistro accentratore nel 4-4-2, con la possibilità di rientrare sul destro come piace a lui. Usa solo quello. Oppure, dopo Hernanes basso con Pereyra in trequarti, non stupiamoci se Max di notte veda tra i guanciali Pjanic in cabina con Kovacic suo avamposto in avanti, nello stesso corridoio verticale di centrocampo: 4-3-1-2.
Potremmo immaginare il croato a Torino anche assieme ad Alvaro, in una specie di acconto vivente per il Real nell’ormai celebre discorso ‘Loro, noi, e Morata’, da allungare ancora di un anno. Poi basta, diamoci un taglio. Ad Alice chi ci pensa?

Asamoah è un’incognita. Sturaro sull’orlo, ma uno come lui in una rosa di Serie A deve esserci sempre, a me che tanto piacerebbe vederlo terzino, alla Blasi. Sono i postumi dell’essere cresciuto tra Lippi e Capello.

E tante, troppe lancette, tutte sull’orologio del ritorno di Marchisio.