DAI LETTORI – Difendere la Vecchia Signora

di Juventibus |

da Saretta

Ventinove anni fa ero una bimbetta di appena due anni, l’età più bella della vita. Non capisci nulla, vivi tranquilla senza problemi e tutti fanno tutto per te.
Detto tra noi, ero una teppistella ma c’era un modo per calmarmi e tenermi buona: il mio papà, che ora non c’è più, mi metteva seduta sulle sue gambe e guardavamo il calcio.
Ma sono sempre stata una tipa esigente: non bastava un calcio qualunque a calmarmi, il mio viso si illuminava e smettevo di piangere solo quando c’era una squadra ben precisa: la JUVENTUS.

Ecco la risposta a chi mi chiede perchè tifo Juve e non la squadra della mia città, semplicemente perchè mi fa battere il cuore fin da quando ancora non potevo capire cosa fosse.

Dopo ventinove anni qualcosa la capisco, non tanto, forse, ma capisco quanto sia grande e gloriosa la storia della mia Vecchia Signora, capisco quanto sia invidiata e temuta, e cerco di difenderla sempre, nel mio piccolo, quando la vedo offesa e dileggiata anche se so che è fiato sprecato e non potrò mai mettere a tacere chi ha fatto del “la Juve ruba” una professione.

Quello che non capisco e non voglio capire sono quelli che tifano la mia stessa squadra, o almeno così dicono.
Mi dispiace vedere che tanti che tifano per la mia squadra siano lì ad aspettare che qualcosa vada storto per poter dire “Io l’avevo detto”, “Avevo ragione”.

Mi dispiace che dopo ogni pareggio o sconfitta in tanti accusino la loro stessa squadra, la mia amata Juve, di farlo di proposito, o peggio di accordi sottobanco (vedi Verona o la finale di Coppa Italia, tra l’altro vinta alla faccia loro).

Mi dispiace che i nostri giocatori, i nostri dirigenti e i nostri mister vengano sempre sminuiti e si vada ad invidiare gente che con la nostra stupenda maglia non dovrebbe mai avere a che fare, e tutto questo, solo per il gusto di fare casino e fare i “so tutto io”.

In due parole, mi dispiace che certi “fenomeni” tifino la mia stessa squadra senza amarla come merita. Forse meriterebbero di vedere una Juve che per un po’ non vince, ma non potrei mai augurarmelo, non sono autolesionista e non posso andare contro il mio cuore.