DAI LETTORI – Bianconeri in Azzurro

di Juventibus |

di Andrea Tottolo

Il tifoso juventino è un tifoso diverso da tutti gli altri. Passa l’intera stagione a sentirsi dire che ruba, che vince grazie agli arbitri, agli orari, al pallone… E ancora, che non tifa la squadra della sua città, e che oltre il confine la storia cambia. Un fuorigioco non fischiato finisce su un titolone in prima pagina come se cambiasse le sorti dell’intera stagione di ogni squadra, mentre un fuorigioco contro passa sotto silenzio anche nelle micromoviole (perché a favore o contro, solitamente vinciamo lo stesso). I giornali devono essere venduti e quindi via di scoop, di foto “che spiegano”, di dettagli che mostrano come sia facile avere 974′ di imbattibilità quando hai arbitri italiani e come Bonucci sia un orco che può comandare i fischietti a suo piacimento.
Poi comincia l’Europeo, o il Mondiale se il biennio lo consente. E tutti ad aggrapparsi (senza dichiararlo apertamente) a quel blocco juventino che dimostra di essere il migliore anche fuori dal confine (ma come?!). Bonucci, Barzagli, Chiellini e Buffon diventano idoli e quasi vengono mitizzati. Proprio loro: il Bonucci che da testate, il Barzagli che non aveva senso aspettare (ricordate l’Europeo passato?), il Chiellini rompi-gambe e il Buffon scommettitore. Questo, ovviamente, sempre in attesa di un loro errore, per poter così tornare alla normalità accusatoria.

E guardando oltre l’azzurro? Troviamo un Pogba, simbolo dell’Europeo e della propria nazione, che toppa la prima partita (in una squadra messa a caso e senza un’identità) ma la colpa è unicamente la sua (ma se avesse fatto quel gol al volo, ora staremmo parlando di un Semi-Dio). Il suo valore varia come neanche l’indice Nasdaq: è istantaneo e ha variazioni di 30 milioni ogni ora. Poi c’è Morata, che non è nostro (ma che tutti vorremmo che lo fosse), che divide: c’è chi spera di vedere espresso tutto il suo enorme talento perché ama il calcio, e chi spera che faccia figuracce per poterlo riabbracciare a Torino, casa diventata sua. Potrei parlarvi di Khedira, migliore in campo con la Germania e addirittura migliorato rispetto al periodo pre-bianconero. O di Mandzukic… ma che gli vuoi dire ad un giocatore così? E in caso andate voi a dirglielo, non certo io!

Tant’è: la Juve si odia (se tifi qualcos’altro) o si ama. O entrambe, se addosso la maglia diventa azzurra