Perché Cuadrado terzino mi incista

di Willy Signori |

Il jolly, la matta, il factotum della squadra, donne è arrivato l’arrotino, quello che ripara tutto.
Questo è diventato Juan Guillerme Cuadrado, colombiano di Necoclì cittadina sul mare del dipartimento di Antioquia devoto al signore e alla causa bianconera.

Uno che sa reinventarsi in ruoli diversi, un attore poliedrico buono per il cinema muto, urlato, comico, drammatico e qualche volta pure trash.
L’idea di schierarlo terzino solleticava da tempo le menti contorte dei migliori nerd tattici d’Italia, quelli che parlano un’altra lingua, come Carlo Pergolazzi (al secolo Dario Pergolizzi) che propose la soluzione in diretta a Jtv in un tiepido pomeriggio autunnale suscitando lo sgomento dei presenti, che infatti non l’hanno più chiamato.

Allegri che sarebbe stato perfetto per gli Alpha Beta ma scemo non è aveva già praticato l’opzione mettendolo basso a destra contro lo Sporting, a ottobre scorso nel girone di CL in tutte e due le partite, ma era una soluzione praticata in corso in mezzo a partite complicate, col risultato indeciso o da recuperare. A Torino 10 minuti, a Lisbona 30.
Mai dall’inizio, come a Milano.

Ci piace la soluzione, ci “incista”? Senza dubbio, sì. Perché?
Ecco 5 motivi:

1) Tecnica
Pur nella confusione che a volte fa (ne parliamo sotto), Cuadrado è il giocatore nella rosa che può ricoprire il ruolo di terzino con più tecnica. Non un fattore di poco conto, il ruolo del terzino è forse quello che si è evoluto di più negli ultimi 20 anni e i protagonisti di questa evoluzione sono tutti giocatori dai piedi raffinatissimi.

2) Anarchia
È pure l’unico che sappia saltare l’uomo, proporsi in avanti e creare superiorità o mettere un bel cross in mezzo, creare qualcosa di inaspettato, che sia anche solo confusione (nella Juve di quest’anno mai sbocciata veramente spesso ci siamo trovati a sperare nel disordine organizzato, di cui Juan è massimo esponente).

3) Ordine tattico
Si è visto a Milano, in una partita che poteva condurre naturalmente al massimo grado di disordine e frenesia per la necessità assoluta di dover vincere la partita; ha tenuto la posizione, ha stretto coi due centrali dietro alternandosi bene con Alex Sandro nelle coperture, ha spinto dicevamo sopra ma senza mai dimenticarsi il suo-non suo ruolo.

4) Intelligenza
Ha saputo adattarsi ad una situazione che si creata dopo 4 minuti: il giallo preso per fallo su Perisic. Da allora in poi è stato attento a giocare pulito senza affondare il colpo, in una partita che poi si è accesa dall’espulsione di Vecino in poi coi giocatori dell’Inter che da quel momento hanno cominciato a volare dopo ogni contatto.

5) Provvidenza
Il ragazzo di Necoclì è l’uomo della provvidenza. L’uomo delle giocate mai banali, mai inutili. Prova il colpo dieci volte forse e 9 sbaglia, ma sai che a fine serata un coniglio dal cilindro lo tirerà fuori. L’ha fatto quest’anno con l’assist per Higuain a Lisbona a 10′ dalla fine, il gol contro il Benevento in una partita surreale che profumava di Frosinone e vaselina. Ancora il gol spacca partita contro il Milan e poi quello di sabato, grazie ad una deviazione certo, ma con uno scatto che brucia il povero Santon e risolleva una Juve che a 3 minuti dalla fine era agonizzante sotto un tir di colore nerazzurro.

 

Insomma la soluzione Cuadrado terzino considerata folle e visionaria dai più pochi mesi fa si rivela un asso, se non di briscola, ma almeno buono da usare come carico per portarsi a casa i punti che servono nelle prossime 4 partite per vincere scudetto e coppa Italia.
L’idea ci incista e a quanto pare sta incistando pure Allegri, chissà che non diventi una presa sicura anche per il 2018/19.

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