Cuadrado mezz’ala, dobbiamo crederci?

Dopo avere introdotto il tema tante volte nelle varie conferenze stampa, per la prima volta Allegri ha schierato Juan Cuadrado mezzala, mantenendo così fede ai suoi discorsi sulle potenzialità del colombiano come interno. L’ex Chelsea a Firenze è stato utilizzato come mezzo destro, con Bentancur centrale e Matuidi a sinistra.

In realtà, senza focalizzarsi troppo su numeretti e grafiche del pre partita un po’ superficiali, si può osservare che è dall’avvio di stagione che il tecnico livornese sta provando a utilizzare Cuadrado in modo più “complesso” rispetto alla storia del calciatore. Se una volta il sudamericano – criticato da molti per il suo carente decision making – ricopriva binari tattici ben definiti coprendo il campo esclusivamente in ampiezza e in verticale, nel corso di questa annata agisce molto più dentro al campo nel corso dei 90′ (in zone appunto da mezzala o vertice alto), indipendentemente dalla posizione in teoria ricoperta. Un esempio ci viene dalla partita di Old Trafford, in cui la fluidità posizionale sul lato destro – col rombo formato da Cancelo, Bentancur, Cuadrado e Dybala – ha dato il via a una costante associatività sul corto e interscambio di posizioni. Si è quindi visto il colombiano in posizioni insolite, nonostante in teoria fosse semplicemente l’ala destra del 433.

 

L’azione del gol di Dybala, con CR7 che si defila e Cuadrado che si butta al centro dell’attacco ricoprendo una posizione da prima punta.

 

A Firenze, quindi, senza Pjanic e con soli due veri centrocampisti, si è vista un’interpretazione totalmente nuova da parte di Juan nella sua nuova posizione? In realtà no, perlomeno in fase di possesso. Senza palla, infatti, il colombiano ha effettivamente agito da mezzala alla destra di Bentancur nel 433 con cui i bianconeri si schieravano in possesso. Come si è già scritto, questa Juventus non è più la squadra che non prescinde da lunghe fasi di difesa posizionale col 442, ma anzi dà maggior peso ai duelli individuali e accetta di difendere con 7 uomini tenendo gli attaccanti sopra la linea della palla. In questo contesto, Cuadrado ha quindi avuto compiti importanti in non possesso, ricoprendo tanto campo in orizzontale e dovendosi preoccupare di aiutare De Sciglio in raddoppio su Chiesa.

 

3 punte alte a Cuadrado mezzala destra vicino a Bentancur, con Cancelo e Matuidi momentaneamente scambiatisi di posizione.

 

Palla al piede, tuttavia, non si è visto niente di particolarmente originale o innovativo rispetto al solito. Come si può già vedere dalla passmap, il colombiano ha toccato palla prevalentemente in zone larghe e defilate, stringendosi in aiuto a Bentancur per vie centrali piuttosto raramente. Cuadrado ha ricoperto l’ampiezza a destra, con la Juve che in fase di possesso si è schierata con una sorta di 3412. Cancelo e Cuadrado esterni, mentre De Sciglio a volte faceva il terzo centrale di difesa, altre avanzava il proprio raggio d’azione vicino a Bentancur: in pratica, era il colombiano l’esterno con l’ex Milan che ricopriva il suo ruolo di mezzala.  Ciò è stato forse condizionata dalla presenza di Bentancur vertice basso in vece di Pjanic: avendo un cambio di passo e capacità atletiche sensibilmente migliori rispetto al bosniaco, l’ex Boca ricopre maggiori porzioni di campo, senza dare la sensazione di centro svuotato nonostante la mezzala teorica (Cuadrado) giocasse in realtà come ala.

 

 

 

Il 3412 della Juventus, con De Sciglio che quando si alza e va a fare l’interno lo trasforma in un 2332. Cuadrado e Cancelo danno ampiezza.

 

Insomma, pur partendo in teoria da una posizione in totale controtendenza con le caratteristiche che ognuno di noi associa a Cuadrado, Juan ha interpretato il compito in maniera non troppo dissimile rispetto al recente passato. In ogni caso, è una nuova soluzione che dà continuità all’ambiziosa – tatticamente parlando – Juventus di questa stagione, con Allegri che si sta divertendo come mai prima d’ora a cambiare le carte in tavola e sperimentare i propri giocatori all’interno di spartiti apparentemente insoliti. La sensazione è però che, quando giocherà Pjanic, per vedere una Juve efficiente non si potrà prescindere dalla presenza di Bentancur a fianco a lui.