Juan Cuadrado è ancora imprescindibile

di Alex Campanelli |

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Ci sono calciatori che, per i motivi più disparati, pur raggranellando sempre molte presenze non vengono mai considerati dai media sportivi come titolari inamovibili, e all’inizio di ogni nuova stagione vengono prontamente esclusi dagli 11 titolari schierati nei campetti tratteggiati da giornali e programmi TV in favore di nuovi volti esotici o giovani rampanti (tra gli esempi più fulgidi, D’Ambrosio e Radu).
Juan Cuadrado pareva uscito da tale categoria, almeno fino all’arrivo in bianconero di Chiesa, dai più dipinto come il titolare designato della fascia destra con Kulusevski o Alex Sandro sull’altro lato; invece le prime uscite stagionali hanno mostrato come la Juventus di Pirlo, in maniera peraltro simile alle precedenti, non possa prescindere dalla presenza del colombiano, il quale a 32 anni compiuti va inserito di diritto tra i migliori laterali di destra del globo.

Con gli arrivi di Chiesa e Kulusevski e l’addio di Douglas Costa la Juve ha rivoluzionato il suo parco esterni, e al momento dispone di 5 calciatori capaci di giostrare sulle fasce del 3-4-1-2 di Pirlo: i due nuovi acquisti, così come Bernardeschi, sono capaci di giocare su entrambi gli out, mentre Alex Sandro e Cuadrado rendono al 100% solo se schierati sul piede forte, ma dei cinque il colombiano è quello che porta più benefici ai compagni e al gioco della Juventus. Spesso l’ex Fiorentina e Chelsea è stato dipinto come un calciatore limitato e monocorde, capace di un solo movimento per andare in dribbling e poco adatto a leggere le varie situazioni di gioco; in realtà, anno dopo anno Cuadrado ha assorbito come una spugna i dettami dei vari tecnici che lo hanno allenato, diventando un esterno estremamente duttile che sa incidere indipendentemente dall’altezza alla quale viene schierato, senza mai limitarsi al compitino ma mettendo sempre le sue caratteristiche uniche al servizio della squadra.

L’arma principale di Cuadrado è rimasta sempre la stessa, il dribbling, ma è cambiato il modo in cui l’esterno vi ricorre nelle varie situazioni di gioco. Cuadrado non porta a termine più dribbling totali rispetto ai primi anni in bianconero, ma in percentuale ne sbaglia molti meno, e ha trasformato la sua abilità nel saltare l’uomo da caratteristica prettamente offensiva a risorsa per spezzare la pressione avversaria subendo un fallo, per uscire direttamente dal pressing o per consolidare la superiorità numerica nella metà campo avversaria.

Il Crotone sta attaccando con molti uomini, la Juventus ha bisogno di respirare; Cuadrado lo sa e aggira un avversario in pressing portandolo a commettere un fallo che costringe i pitagorici ad abbassare il proprio baricentro.

Se Pirlo (memore della brutta prova di Cuadrado a sinistra contro la Roma) nella partita con la Dinamo è arrivato a rimodellare la propria retroguardia spostando Chiellini al centro, è stato per posizionare il numero 16 nel doppio ruolo di terzino-ala che permette a Chiesa di restare alto, ma non è solo questo il vantaggio che la Juventus trae dalla presenza del colombiano in campo. In maniera quasi paradossale per un giocatore che siamo abituati a dipingere come frenetico e intermittente, Cuadrado è diventato un ottimo gestore dei ritmi di gioco, sicuramente il migliore tra gli esterni in rosa, e pur avendo il passo e l’estro per puntare sistematicamente l’uomo come viene richiesto a Chiesa e Kulusevski, il sudamericano interpreta il ruolo in maniera più accorta, affondando solo quando è praticamente certo di poter saltare l’uomo o subire fallo, oppure quando la squadra è disposta in maniera tale da non risentire eccessivamente di un eventuale dribbling sbagliato.

Contro la Sampdoria Cuadrado non ha completato nemmeno un dribbling, dato che i blucerchiati hanno sistematicamente disposto il raddoppio su di lui, il colombiano ha risolto il rebus cambiando gioco con precisione chirurgica sulla fascia scoperta o crossando dalla trequarti e forzando delle spazzate imprecise della retroguardia.

Spazzati via anche tutti i dubbi relativi alla sua tenuta in fase difensiva: quanti reputavano Cuadrado inadatto a giocare da terzino puro o a svolgere compiti di copertura non possono che ricredersi, davanti alle corse all’indietro del laterale contro la Dinamo o alle diagonali profonde messe in mostra anche nella difficile gara con la Roma. A Crotone Pirlo ha schierato contemporaneamente un laterale offensivo come Chiesa e un neofita come Frabotta, causando scompensi alla squadra vista la negligenza di entrambi nel rientrare quando i padroni di casa cercavano Simy e Messias col lancio lungo; con l’ingresso di Cuadrado l’emorragia della Juve sulle fasce si è arrestata, e anche contro la Dinamo la difesa non ha mai concesso contropiedi in superiorità o parità numerica in campo lungo.

Per quanto riguarda la capacità di cross, Cuadrado ha sviluppato un’abilità naturale nei traversoni che partono dalla zona di campo che intercorre tra l’inizio dell’ultimo terzo di campo e lo spigolo dell’area di rigore, una zolla dalla quale il laterale lascia partire palloni fortissimi e tagliati i quali, anche se respinti dalla difesa avversaria, generano comunque pericoli sulle seconde palle. L’altra area d’azione del colombiano è il centro-destra della trequarti avversaria, che Cuadrado va ad occupare in seguito ai triangoli con le punte e coi centrocampisti; da lì, con gli avversari attentissimi a non subire fallo, Juan può affondare individualmente, scaricare sul giocatore accorrente fuori area e servire lob sul secondo palo o traccianti rasoterra come quello che porta al gol annullato a Morata. Un ventaglio di scelte più che ampio, che maschera alla perfezione i difetti di Cuadrado, poco avvezzo a portare e giocar palla col sinistro e a rientrare verso l’interno del campo.

Oltre al magnifico assist per Morata, da apprezzare il tempismo e la lucidità con i quali Cuadrado serve questa palla all’accorrente Ramsey, pur con l’area piena di uomini in maglia arancione che avrebbero ingolosito molti esterni.

Chiesa e Kulusevski sono stati acquistati per far parte del presente e del futuro della Juve, Alex Sandro sarà importantissimo quando tornerà dall’infortunio e anche Bernardeschi potrà rivelarsi un buon cambio per gli esterni titolari; al momento però, nessuno di loro è in grado di garantire alla Juve il contributo totale offerto da Juan Cuadrado, un titolare da Juventus e della Juventus. Senza quasi che ce ne accorgessimo, il colombiano da funambolo da sgrezzare è diventato un maestro del ruolo, dal quale i nuovi arrivi possono imparare molto.