Cuadrado e Higuain come Dybala a Roma?

di Jacopo Azzolini |

Con domini piuttosto incontrastati di una singola squadra (la Juventus) avvenuti in cicli molto lunghi, si era ormai perso il sapore di un campionato dove gli esiti finali oscillano così velocemente da una piazza all’altra, con fotofinish e testa a testa a cui non eravamo più abituati.  Non è tanto, o almeno non solo, la situazione di punti a fare la differenza, bensì il modo con cui il successo arriva. A Roma Dybala provocò la peggiore – e forse unica – crisi stagionale del Napoli, a San Siro Higuain potrebbe aver ripetuto in modo ancora più definitivo quanto fatto dalla Joya contro la Lazio.

Lasciando un attimo perdere la lotta con i partenopei, pure Inter-Juve è stata una girandola di emozioni in cui si è passati in modo totalmente imprevedibile a contesti diametralmente opposti. Se il giallo di Cuadrado (il maggior azzardo tattico) su Perisic dopo appena 4′ poteva lasciare presagire una nuova serata disastrosa, i 15′ dopo sembravano aver messo il match su binari che parevano insormontabili alla luce dei valori tecnici in campo: anzi, proprio dall’ex Fiorentina schierato come terzino era provenuta la giocata decisiva che aveva portato al gol di Douglas Costa.

Invece, pur in superiorità numerica, la Juve è riuscita a dare il peggio di sé, esasperando al massimo i difetti già evidenziati in tutta la stagione. Totale incapacità nell’abbozzare una sorta di possesso conservativo, con una mole incredibile di palloni buttati nel vuoto, e difficoltà nel disordinare la struttura difensiva nerazzurra. Le lacune più palesi si sono però viste nei tentativi di pressione alta, con uno scaglionamento deficitario e reparti lontani tra loro, e proprio dall’ennesimo sbagliato approccio di pressing avanzato è nata l’azione che ha portato all’autogol di Barzagli.

A sorprendere, se si pensa al mito della gestione inculcato da Allegri, è stato il nervosismo visto dai giocatori, che forse per la prima volta nell’intero ciclo sono parsi in difficoltà nel gestire i momenti clou della stagione e gli episodi, tant’è che a un certo momento della partita – più ancora che il timore di un gol subito – c’era la sensazione di un possibile doppio giallo da un momento all’altro, con Pjanic che è forse quello che ci è andato più vicino. Nonostante l’inferiorità numerica, ogni break di un singolo giocatore dell’Inter pareva più decisivo e incisivo, e gli avversari faticavano a prendere le contromisure.

Difficile, oggi, stabilire il peso di questa ennesima vittoria rocambolesca. E’ soprattutto l’esito di Fiorentina-Napoli che porterà a fare ragionamenti più certi sul finale di questo campionato, visto che – è bene ricordare – c’è ancora un Roma-Juventus tutt’altro che scontato. Tuttavia, suscita curiosità ipotizzare il livello delle prossima prestazione dei bianconeri: bisognerà vedere se una vittoria cruciale di questo tipo potrà far riprendere la Juve per le ultime 3 gare, o se invece la Vecchia Signora per la prima volta è effettivamente arrivata scarica sotto ogni punto di vista (tecnico, tattico, mentale) nell’ultimo atto della stagione, con amnesie generali inquietanti. Certo è che l’esito finale, qualunque esso sia, non potrà far passare sotto traccia le molte cose su cui questa rosa necessita ampi miglioramenti.