CR$ette

di Federica Zicchiero |

Alves vs Ronaldo

Se arriva, è un’intera azienda che si muove. Un’azienda da 93 milioni di dollari all’anno, con più di 300 milioni di follower sui social. Numeri che il calcio italiano si sogna. Se arriva, non è la Juve che prende Ronaldo, è Ronaldo che si prende la Juve e tutta la Serie A.

Con 2-3 anni di CR7 fai quel salto che non riuscivi a spiccare con le tue sole forze, non solo per limiti della Juve ma dell’intero calcio italiano. Senza CR7, la Juve è destinata al 9-10 posto come fatturato in Europa, e forse a slittare fuori dalla top 10. Sul medio-lungo periodo, infatti, il rischio è che la forbice tra italiane e inglesi/spagnole si allarghi sempre più. Basta vedere le cifre dei diritti TV. Il confronto tra Serie A e Premier è impietoso, e nulla nel calcio italiano annuncia un’inversione di tendenza nel futuro prossimo.

Con CR7, all’improvviso la derelitta e invendibile Serie A avrebbe addosso gli occhi di tutto il mondo. Con vantaggi per tutti i club. Vendita dei diritti TV in Italia e all’estero, visibilità, sponsor, magliette vendute. Tuttavia, CR7 può avviare una controtendenza, accendere una scintilla, ma da solo non basta. Perché la crescita sia concreta e duratura occorre che tutte le big contribuiscano: Inter, Roma, Napoli, Milan. Con investimenti, grandi campioni, prestazioni di livello in Europa. Altrimenti, dopo 2-3 anni, la crescita si rivelerebbe una bolla di sapone.

Sotto tutti i punti di vista (tecnico e commerciale) CR7 alla Juve rappresenterebbe il più grande colpo di mercato del calcio italiano. Il più grande calciatore della storia (insieme a Messi) che sceglie di andare in Serie A, in un club fuori dalla top 5 europea come fatturato. Fino a pochi giorni fa quasi nessuno ci avrebbe creduto. Il solo fatto che questa trattativa esista, e che Ronaldo abbia espresso la sua preferenza per Torino, testimonia del grande lavoro svolto da Agnelli e Marotta in questi anni, della reputazione che la Juve ha ormai in Europa e nel mondo.

Non sappiamo come andrà a finire. So, però, che dobbiamo essere orgogliosi di questa società per il rispetto che si è guadagnata negli anni. Per ora, continuiamo a sognare e incrociamo le dita.

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