Crotone-Juve dalla Serie B all’overbooking in ospedale

di Nevio Capella |

Che la Juventus sia la squadra con maggiore numero di tifosi e seguito del Belpaese non lo si scopre oggi, così come siamo ormai abituati a frequenti proiezioni che si sforzano di raccontarci come sia distribuito il tifo bianconero lungo lo stivale.
Spesso vi sarà capitato di sentire declamare il più fatuo dei teoremi applicati al calcio secondo cui Torino sarebbe paradossalmente la città meno juventina d’Italia, altre volte avrete sentito parlare di città in cui, con il passare degli anni e il susseguirsi delle vittorie, essere tifosi di Madama è diventato un tantino più complicato; allo stesso modo è impossibile non aver letto o sentito almeno una volta quella “simpatica” frase in rima che recita “Juve in trasferta, Calabria deserta”, quasi a voler dipingere addirittura un’intera regione come monoteista o peggio ancora, pensando di utilizzare una provenienza geografica come strumento di offesa, pratica già messa in atto da diversi imbecilli la scorsa estate quando era in corso d’opera l’ennesima campagna contro Andrea Agnelli e le presunte infiltrazioni della ‘ndrangheta nella curva juventina.

Lo slogan in questione mi è tornato in mente oggi quando mi sono imbattuto in questa specie di notizia, che, come noterete, è stata peraltro prontamente rimbalzata da una delle tante pagine napoletane che tanto amano seguire le nostre vicende:

 

 

Insomma, sembra che i gruppi organizzati del Crotone abbiano voluto far sapere a chiunque avesse intenzione di recarsi allo stadio con vessilli bianconeri o semplicemente per tifare Juve, che farà bene a rimanere a casa perché “tali persone non saranno ammesse”.
Ora, volendo sorvolare sulla terminologia da brividi, la velina ci fa capire quanto possa essere insidiosa (e non solo per questioni di campo) la partita di mercoledì, ma soprattutto fa tornare alla mente che molte delle nostre partite in terra calabra sono state tutt’altro che ordinarie.

Restando allo Scida di Crotone, è impossibile dimenticare quanto accadde in occasione della seconda trasferta della stagione trascorsa in Serie B dopo il balbettante esordio a Rimini, in quella che ben presto si trasformò da campionato a vera e propria tournèe, come capita ai più acclamati tra cantanti e attori.
La sera del 19 settembre 2006, infatti, il piccolo impianto crotonese fu preso d’assalto in poche ore da tifosi entusiasti provenienti da tutta la regione, ma ciò che fece più scalpore fu il boom di ricoveri registrati sin dalla sera precedente la partita presso l’ospedale cittadino che per metà si affaccia proprio sullo stadio, consentendo una visuale completa del campo da gioco forse addirittura migliore di quella che si ha dagli spalti.

Non a caso la stessa storia stava per ripetersi anche lo scorso anno, il primo dei “pitagorici” in serie A, quando però il fenomeno fu stoppato sul nascere con il blocco delle richieste di ricovero presentate nel giorno della partita salvo per casi urgenti, partita curiosamente disputata anche in quel caso in infrasettimanale per recuperare il turno saltato a causa della Supercoppa Italiana, e che fu vinta dai bianconeri per 2-0 con le reti di Mandzukic e Higuain nella ripresa.

Prima dell’avvento del Crotone nella massima serie, la Juventus è stata in Calabria diverse volte tra anni 90 e 2000 ospite della Reggina e anche in quelle circostanze gli spunti di cronaca non sono mai mancati, partendo dalla sconfitta patita nell’ottobre 2004 culminata con la bufala ormai mitologica dell’arbitro Paparesta chiuso da Moggi negli spogliatoi, episodio diventato poi incredibilmente uno dei capisaldi di calciopoli nonostante fosse evidente a chiunque avesse dato un’occhiata agli highlights di quella partita che il fischietto barese ne aveva combinate di tutti i colori, a prescindere da quale fosse la squadra danneggiata dalle singole decisioni prese.
Quattro anni dopo andò in scena un copione più o meno uguale, senza aneddoti pittoreschi ma con un solo protagonista, l’arbitro Dondarini di Finale Emilia che l’allora presidente della commissione straordinaria di designazione Pierluigi Collina (sì, quel Collina) ebbe la brillante idea di mandare ad arbitrare la Juventus pochi mesi dopo essere stato riabilitato e prosciolto dalle accuse che lo vedevano implicato proprio in calciopoli, con il risultato che il fischietto emiliano dopo una gestione confusa della gara decise di assegnare un rigore, poi trasformato, all’ultimo minuto di recupero con conseguente espulsione di Cristiano Zanetti e vespaio di polemiche nel post partita.
Ovviamente il triangolo “Collina-rigore contro all’ultimo minuto-espulsione” rievoca fantasmi freschi di una settimana, ma quella è un’altra storia.
Il Granillo però fu anche illuminato nel 2000 da questo gol meraviglioso di Zinedine Zidane che assieme alla precedente rete di Kovacevic valse i tre punti:

mentre risalendo al 1982 fu a Catanzaro che la Juventus conquistò, vincendo di misura con un gol su rigore di Liam Brady, il suo ventesimo scudetto e la conseguente seconda stella.
Insomma, potremmo apportare un piccola modifica alla frasetta facendola diventare, per l’occasione, “Juve in trasferta (a Crotone) Calabria in allerta”.