Crotone-Juve 1-1: il mondo alla… rovescia!

di Fabio Giambò |

Partiamo con la sentenza: lasciare punti del genere nella corsa scudetto, a maggior ragione in questo momento della stagione, è inammissibile. Inammissibile! Non chiudere una partita in pieno controllo come quella di stasera a Crotone rischia di costare caro alla Juventus, è ancora una rovesciata che rompe i piani di Massimiliano Allegri: in Champions League era stato Cristiano Ronaldo, stasera un po’ meno bella ma fatale allo stesso modo, è Simy il marcatore. Prestazione incomprensibile soprattutto dal punto di vista del carattere, della gestione, dell’atteggiamento di una squadra che arrivati a questo punto dell’anno dovrebbe sbranare il campo, come più volte “promesso” dal mister, e che invece, ancora una volta, sembra soffrire fisicamente, sembra avere poche idee, e così si regala al Napoli l’ennesima speranza di rientrare in corsa verso il tricolore. Domenica gli uomini di Sarri, moralmente a pezzi ad un certo punto di questa stessa serata, arriveranno all’Allianz Stadium con soli 4 punti di distanza. Soli? Potevano essere 9, dovevano essere almeno 6, ed invece un piatto già piccante di suo si ritrova fra gli ingredienti un altro po’ di spezie che probabilmente uno dei due cuochi si è fatto scappare di mano.

Emessa la sentenza, proviamo a capire qual è stato il corso dell’ultima udienza del processo: azzardiamo due scenari in particolare. Benatia ha evidentemente subito più di tutti il post-Real, o l’annessa situazione Crozza: il marocchino si è fatto sovrastare lungo tutto l’arco del match da Simy, emblematica la sua posizione in occasione della prodezza dell’attaccante della squadra calabrese. L’altro, forse più grave, è l’intorno di Paulo Dybala: non si capisce se è una questione fisica o mentale, ma la Joya sembra un pesce fuor d’acqua. Stranissimo a dirsi, senza dubbio, ma oggi più che in altre occasioni l’ex Palermo ha sbagliato tutto quello che c’era da sbagliare, corner e punizioni comprese, o anche semplici scelte di passaggio puntando l’esterno anziché tentare la giocata interna che sta nelle sue corde. In teoria, perché in pratica evidentemente stasera si è visto tutt’altro.

E’ chiaro che nulla è compromesso, forse un po’ più difficile di come poteva essere, ancora più chiaro è che questa squadra, dall’allenatore all’ultimo dei calciatori, compresa dirigenza, ha tutte le carte in regola per continuare a scrivere la leggenda, ma, appunto, la leggenda è ancora tutta da scrivere: non sono più ammesse distrazioni come quelle di stasera, passaggi a vuoto, attenzioni extra-campo. Archiviate le scorie europee, adesso silenzio, pedalare, vincere.