Cristiano è tornato, ma resterà? Io spero di no

di Riceviamo e Pubblichiamo |

cr7

Cristiano è tornato. Per restare o per andare via? Sarebbe meglio o peggio?

Sono un Ronaldiano, per fugare immediatamente ogni sorta di dubbio.

Parliamo, forse, del più forte attaccante della storia del calcio (limitiamoci a definizioni per reparto), fresco capocannoniere degli europei a 36 anni, eppure la questione resta: meglio, per questa Juve, avere o non avere CR7?

La riposta preponderante, soprattutto da parti avverse alla Juventus, prevede l’uscita di Ronaldo in quanto fallimento tecnico, tattico, economico e sportivo dal momento in cui si identifica proprio nel portoghese quell’illusione che doveva portare la Juve a vincere tutto e invece ha quasi sabotato quella macchina da trofei in crescita che era la Juventus pre-CR7. (una sorta di “Si stava meglio quando si stava peggio”, “quando c’era lui si vincevano gli scudetti in anticipo” e così via).

Oltrepassando per un attimo la logica becera da antijuventini (e juventini) e smarcando le banalità che vedono in lui un equivoco tattico, dribblando le nenie sulla Champions non vinta con Cristiano, espongo i motivi per cui, anche per me, la Juventus si gioverebbe della sua cessione.

EQUIVOCO TATTICO

Ora che ho la vostra attenzione, non ritengo Cristiano Ronaldo un equivoco tattico, non c’è nulla di equivoco nel suo stile di gioco ormai conosciuto a tutte le latitudini figlio di grande lavoro ed adeguamento ai cambiamenti del fisico.
Il Portogallo sa come gioca e ci si adegua, il Real Madrid idem ed ha saputo creare un contesto in cui i “capricci” del portoghese fossero l’arma impropria su cui basare i propri successi, perché forse è proprio questo suo essere equivoco tattico (esterno e punta insieme, illeggibile per smarcamenti e movimenti) ad averlo portato sulla cima dell’Olimpo.
Alla Juventus l’equivoco tattico non è lui, ma l’assenza di una squadra realmente capace di compensarne i movimenti, l’assenza di compagni in grado di sostenerlo ed assisterlo per doti tecniche e carismatiche, come succedeva nelle Merengues tra Marcelo, Kroos, Isco, Benzema e così via. Insomma, l’impressione è che alla Juventus di questi 3 anni sia mancata la capacità (non economica) di costruire una squadra veramente pensata a supporto di Ronaldo.
Ed è possibile quest’estate, con risorse limitate a causa della pandemia? Adeguare la squadra a Cristiano sarà un discorso di uomini? Di compiti? Di struttura tattica? Lasciandolo andare ci si libererebbe forse di questo dubbio, potendo costruire la Juventus in una direzione ben precisa e, aggiungo, futuribile.

ASPETTO ECONOMICO

Inutile girarci intorno, l’uscita di CR7 permetterebbe di avere dei margini di manovra altrimenti sconosciuti. Liberare 60 milioni lordi di ingaggio ed avere la possibilità –remota- di incassare 30 milioni o di ottenere in cambio il cartellino di un giocatore che vada a colmare una delle lacune di questa squadra (Paredes, Icardi o Van de Beek per rimanere coi piedi per terra, Gabriel Jesus, Vlahovic o il sogno Pogba per volare alti) ingolosirebbe non poco qualsiasi DS e qualsiasi allenatore, ipoteticamente libero di poter impostare l’11 a proprio piacimento, per non parlare della boccata d’aria economica per la società, in grado di intervenire con un acquisto di spessore in caso di una sua partenza.
Verrebbe a mancare l’impatto economico di CR7 per quanto riguarda sponsor, vendita magliette e visibilità social, anche se a volte si vuol vendere lo scenario in cui senza CR7 la Juventus tornerebbe a sparire dai radar, con tanto di sponsor imbestialiti pronti ad esercitare clausole di recesso o di riduzione degli emolumenti ed abbandono in massa di follower, manco fossimo l’Anzhi dei tempi d’oro.

ASPETTO SPORTIVO

“Bisogna trovare 30-35 goal, senza Cristiano”. Con questa affermazione si sembra voler sostenere che sia in grado di segnare solo lui in questa squadra. Ma Morata ha segnato 20 goal in stagione, Chiesa 15 ed è mancato l’apporto realizzativo di Dybala, uno in grado di segnare almeno 15 goal quando va male, Kulu 7 (pochini) ma con margini per segnarne almeno 15 stagionali. Senza contare che Ronaldo andrebbe sostituito con un attaccante, e non con un difensore posto al centro dell’attacco. E siamo dunque sicuri che, con un centravanti in grado di elevare il gioco corale, assistendo i compagni, saremo spacciati senza i suoi goal? Dal momento che in sole quattro occasioni i Campioni d’Italia vantavano in rosa il capocannoniere, forse no.

Aggiungo anche una discutibile percezione personale: spesso la squadra mi ha dato l’impressione di essere succube della Grandezza di Cristiano, sentendosi in dovere di servirlo in ogni occasione a discapito delle proprie (penso a Morata e Kulusevski su tutti), o cadendo vittima della falsa sicurezza di avere in squadra il genio della lampada in grado di risolvere partite in ogni momento con una giocata, soprattutto con squadre di livello chiaramente più basso. E forse, dico forse, vendere Ronaldo potrebbe significare sbloccare mentalmente anche i giocatori più giovani, meno esperti o che più sembrano soffrire l’ingombrante ombra di un calciatore straordinario come Ronaldo.

“Perché lo vendi? È il più forte”
“Perché fa sembrare più scarsi tutti gli altri”

 

di Andrea Mulato