Cristiano Ronaldo torna a Torino: ecco perché

di Juventibus |

Cristiano Ronaldo sta tornando a Torino il giorno dopo essere stato trovato positivo al Covid-19 durante il ritiro con la nazionale portoghese.

Come già anticipato ieri da alcuni giornali portoghesi, Cristiano preferisce trascorrere il suo periodo di isolamento in Italia dove le norme contenute nel nuovo DPCM abbassano a 10 giorni la quarantena obbligatoria per i positivi (in Portogallo il limite è fissato a 14 giorni) con la necessità, per evitare di prolungare l’isolamento, di un solo tampone negativo (in precedenza c’era bisogno di 2 tamponi negativi prima di abbandonare la quarantena).

In questo modo Ronaldo, nella migliore delle ipotesi, potrebbe tornare ad allenarsi in gruppo già il 23 ottobre e teoricamente essere già convocabile per Verona-Juventus del 25 Ottobre.

Ma l’obiettivo principale per Cristiano è ovviamente essere presente per la gara della seconda giornata dei gironi Champions contro il Barcellona di Leo Messi, il 28 Ottobre. Per il protocollo UEFA un giocatore deve risultare negativo al tampone almeno 7 giorni prima della gara, per questo Cristiano potrebbe sottoporsi ad un tampone tra 7 giorni, il 21 Ottobre, concludere la quarantena obbligatoria fino al 23 e disputare poi il supermatch contro Messi. I precedenti nel caso di calciatori risultati positivi sono svariati: oltre 15 giorni ad esermpio per Ibrahimovic, 12 giorni finora per Zielinski ed Elmas, ma anche lo strano caso di Toloi, risultato positivo ad un tampone e negativo ai due tamponi nei giorni seguenti. Va sottolineato che Ronaldo nel ritiro portoghese sia risultato positivo al 6° tampone dopo 5 tamponi di fila risultati negativi. Prima di lui erano risultati positivi i connazionali Lopes e Fonte.

Per tutti quelli che invece si chiedono come è possibile che Cristiano possa già tornare in Italia da positivo la risposta è semplice: Ronaldo ha avuto l’autorizzazione al rientro nella sua residenza italiana a bordo di un aereo ambulanza, nel totale rispetto di tutte le procedure previste per la prevenzione della diffusione del contagio (come ad esempio accaduto anche per gli azzurrini dell’Under 21 tornati dall’Islanda e nel caso di altri calciatori risultati positivi e rientrati.

Il Re sta tornando e, visto che le sue condizioni sono ottime e non esiste alcun sintomo legato al Covid-19, ora è lotta contro il tempo per lui.