Cristiano Ronaldo, bomba social e marketing

La Juventus ha acquistato il giocatore più forte del mondo. Un investimento di oltre 100 milioni per il cartellino, 30 milioni netti d’ingaggio per le prossime quattro stagioni. Un’operazione da oltre 340 milioni di euro.

Alla Juventus però l’aspetto del campo interessa fino ad un certo punto, perché l’acquisto di Cristiano Ronaldo rappresenta molto di più.

CR7 non è un giocatore di calcio, CR7 è un love-brand che si porta dietro milioni di persone. È una gallina dalla uova d’oro.

Più di 135 milioni di follower su Instagram, più di 122 milioni di fan su Facebook, più di 73 milioni di fan su Twitter. Oltre 330 milioni di persone collegate a lui sui social network. Una risonanza mediatica senza precedenti, che pompa il fenomeno dell’esposizione del brand Juventus che, giusto per dare un metro di paragone, ha 12.3 milioni di follower su Instagram, 33 milioni di fan su Facebook e poco più di 6 milioni di follower su Twitter.

Per rendersi conto della portata del fenomeno, possiamo dare un’occhiata al primo post Instagram in bianconero di Cristiano. Oltre 10.700.000 like in 24 ore dalla pubblicazione.

 

 

Il profilo Instagram di CR7 nell’ultima settimana cresce ad un ritmo di oltre 166.262 follower al giorno. Se guardiamo l’andamento da inizio giugno ad oggi, il dato è ancora più impressionante:

 

 

Dal 6 giugno ad oggi il profilo è cresciuto di oltre 8 milioni di follower. Di questo passo raggiungere Selena Gomez (la più seguita su Instagram con i suoi 138 milioni di seguaci) è solo questione di poche settimane.

La community social della Juventus (Facebook, Twitter, Instagram e YouTube) dal giorno dell’annuncio al 17 luglio è cresciuta di 3.3 milioni di persone. Impressionante l’andamento di Instagram. L’effetto CR7 ha portato più di 2 milioni di follower in pochissimi giorni.

 

 

Per capire meglio il flusso di persone che smuove Ronaldo, il grafico dell’andamento dei follower della Juventus negli ultimi tre mesi rende meglio l’idea.

 

 

Da registrare, su Twitter, più 442.000 tweet contenenti gli hashtag dedicati al trasferimento di CR7 in bianconero. Un fenomeno senza precedenti per il calcio italiano.

Pensiamo all’attenzione dei media di tutto il mondo, costantemente solleticati dalle vicissitudini personali del giocatore più che da quelle calcistiche. Questi indirettamente faranno risparmiare alla Juventus fette sostanziose del budget marketing dedicato alla presenza sui maggiori media digitali e cartacei.

Non è stimabile ad oggi l‘indotto indiretto generato dalle inserzioni pubblicitarie, dalla vendita di tutto il merchandising e dai diritti che sicuramente saranno oggetto contrattuale, attraverso accordi tra la squadra e il calciatore.

Indubbiamente però gli introiti commerciali della Juventus incrementeranno. Dati non ufficiali (fonte “Il Sole 24 Ore”) parlano di 520.000 magliette vendute ad oggi.

Così come incrementerà sicuramente il consolidamento dell’autorevolezza della squadra, pensiamo solo ai bambini e ragazzi che ancora devono scegliere chi tifare. La Juventus si è comprata il futuro del tifo.

Non va sottovalutato nemmeno l’aspetto del mercato azionario. Non sono un esperto in materia ma le azioni della Juventus sono salite oltre il 40% nella prima settimana di Ronaldo in bianconero.

Quello che la Juventus ha fatto si chiama “differenziazione del modello di business”.

Cosa vuol dire? Vuol dire maggiori introiti da parte degli sponsor, maggiori introiti dalla vendita dei biglietti (ecco spiegato il +30% del prezzo degli abbonamenti), maggiori introiti dal merchandising, maggiori introiti da mercati come quello USA, paesi arabi e Asia orientale, crescita del brand Juventus.

Se vincerà la Champions nei prossimi quattro anni tanto meglio, ma già così il club di Andrea Agnelli ha vinto la sfida più importante e ha posto le basi per un futuro radioso.