Cristiano Ronaldo, antieroe per una notte

di Davide Rovati |

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Con questo Young Boys-Juventus un altro girone di Champions se ne va in archivio, pronto a essere ripescato solo per qualche curiosità statistica o aneddoti bizzarri. Che poi “aneddoto bizzarro” è un’ottima definizione per entrambe le sconfitte, per fortuna ininfluenti, patite nel corso del girone. C’è chi ci riderà su solo fra qualche mese, c’è chi ci ride su già stasera.

Giusto comunque problematizzare una prestazione che, al di là del risultato tutto sommato incredibile e bugiardo, ha dato indicazioni negative che non vanno sottovalutate.

La più importante, perché non è nuova ma conferma un trend già visto, è l’inconsistenza della squadra nelle fasi di pressing e riaggressione. Stasera mancava il nostro principale recuperatore di palloni, Matuidi, e forse in molti si sono accorti che i nostri equilibri si poggiano tantissimo sul suo contributo individuale, sulla sua capacità di accorciare verso il portatore di palla a 360°.

Senza di lui (e senza le coperture preventive di Chiellini a togliere aria alle punte) il nostro centrocampo è stato terreno di conquista per il palleggio, modesto ma efficace, dei nostri avversari. Scenario che si era già visto nel primo tempo contro l’Inter, con la formazione di Spalletti che aggirava con facilità la prima linea di pressing e trovava praterie nel centro del campo.

Stasera la squadra ha perso “male” troppi palloni ed è mancato il contributo di un frangiflutti che tamponasse i tanti contropiedi subiti nel secondo tempo – un esempio su tutti, il gol del 2-0.

Ci sarà tempo nei prossimi giorni di scrivere del 433 iniziale di Allegri e dei correttivi in corsa; di Douglas Costa insipido a destra e devastante a sinistra e del suo splendido duello con Mbabu; delle prestazioni sconfortanti di Bernardeschi, volitivo ma mai preciso, e di Mandzukic, che forse per una volta preferiva starsene al calduccio; dell’ingresso incisivo di Dybala che scalda il sinistro per occasioni di maggior pregio.

Stasera però, parlando di singoli, la copertina è tutta per Cristiano Ronaldo, nella sua serata più nera da quando è alla Juventus. Non è esagerato (anche se è ovviamente estremizzato) dire che abbiamo perso per colpa sua. Il riferimento è all’episodio finale del gol annullato a Dybala, con quel tentativo incomprensibile di sfiorare il pallone di testa che ha causato lo sbandieramento, ma i 90 minuti precedenti erano stati costellati di imprecisioni: due assist di Douglas Costa rovinati da un pessimo controllo, due tiri fuori di un soffio, il palo colpito da due metri.

Capita anche al più grande di tutti, certo. Però Ronaldo che finisce il girone con un solo gol all’attivo fa rumore. L’ultima volta che Cristiano ha chiuso una edizione di Champions League senza andare in doppia cifra era il 2010-2011, primo anno al Real Madrid, allenatore Mourinho, una vita fa. Che sia anche questa una semplice curiosità statistica?