Cristiano Ronaldo è anche un azzardo

di Riceviamo e Pubblichiamo |

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Ascoltando un recente podcast de “La Riserva” (che consiglio di ascoltare avidamente, perchè quei tre romanisti là dentro parlano di calcio con un’analisi approfondita e mai parziale che avercene sui giornali e in tv) parlando delll’allora ancora “possibile” trasferimento di Ronaldo alla Juventus, l’analisi dei commentatori usa ad un certo punto una parola chiave, ovvero “rischio“. Si badi, il commento dei tre non era né critico né polemico, anzi molto ammirato nei confronti di questa mossa societaria.
Ma nell’ammirare questa mossa affermano, e qui mi trovano totalmente d’accordo, che la scelta fatta per raggiungere l’obiettivo di alzare l’asticella sotto tutti gli aspetti (sportivo, marketing, immagine) non è una scelta di chi “vuol vincere facile”, anzi, è una scelta oggettivamente d’azzardo.
E questo, al netto dell’entusiasmo elettrico che stiamo provando in questi giorni, credo sia assolutamente vero.

Se c’è qualche juventino che crede che ormai sia tutto in discesa e l’innesto di questo campione in automatico moltiplicherà vittorie e trofei, ed è pronto a sedersi comodamente sul divano in attesa, dovrebbe invece prepararsi ad una stagione piena di incognite, in cui magari tutto questo arriverà, ma l’acquisto di Ronaldo spariglia tutto quello che sapevamo della Juve come società e come squadra fino ad oggi. L’acquisto di Ronaldo non si limita a spostare gli equilibri. L’arrivo di questo extraterreste crea una nuova era, e plasmerà equilibri nuovissimi che non possiamo prevedere.
Ronaldo è un rischio, anzi una discreta manciata di rischi, che  sono tutti stati sicuramente calcolati dalla società, ma questo non vuol dire che siano annullati in partenza.

1) L’incognita finanziaria. Non sono uomo dei numeri e non conosco la situazione della società. Mi limito a prendere atto che si tratta di un’operazione che costa più del triplo di quella di Higuain, ovvero di quel colpo con cui la Juve solo due anni fa decise tra lo stupore generale di spendere cifre che non aveva mai speso nella sua storia. Ragazzi, qui stiamo parlando di tantissimi soldi, di un’operazione che fino a ieri vedevamo fare al PSG, al Real o al Barça. Tantissimi soldi che immagino vengano investiti perchè si conta di avere un ritorno, diretto e indiretto, che superi questi costi. Come questo possa avvenire, a medio e lungo termine, lo vedremo. Ma non scordiamoci mai che alla base di tutto questo miracolo a cui abbiamo assistito, non c’è una rovesciata e gli applausi dello stadium, ma un’operazione dove ballano tanti di quei soldi che c’è da mettersi a tremare, anche se non sono soldi nostri.

2) L’incognita sportiva. Qui non è in discussione Ronaldo calciatore, ovviamente, che non deve dimostrare nulla, e nemmeno la sua età, perchè in pochi ritengono che questo calciatore non sia davvero un prodigio di scientifica programmazione o che non garantisca ancora almeno 3 anni ad altissimi livelli.
Qui la questione è che d’ora in poi non ha più alcun senso parlare di quello su cui si dibatteva l’anno scorso, ovvero 4-3-3, 4-3-2-1, la posizione di Dybala, il sacrificio tattico di Higuain ecc. ecc. Ovvero non ha più senso di parlare di equilibri tattici della squadra come collettivo. Qui è stato comprato un extraterrestre. La squadra dovrà essere plasmata per farlo rendere al massimo, scegliendo giocatori e moduli in funzione della massima resa di questo giocatore. Persino il Real Madrid, la squadra più forte del mondo, con un parco giocatori non paragonabile a quello della Juve, era costruito in funzione di Ronaldo. Figuriamoci se non dovrà farlo anche la Juve. Qui c’è un cambio di filosofia da far girare la testa. La Juve, che da sempre mette il collettivo al centro dei suoi successi, ha preso un giocatore tanto più forte degli altri da dover necessariamente creare qualcosa di inedito. Ci riuscirà Allegri? Ci saranno ripercussioni sul gruppo? Chi sarà il Bale di turno, ovvero il campione che pesta i piedi, tatticamente parlando, all’extraterrestre, e che si accomoderà in panca? Quanto giocherà Ronaldo, visto che non credo si farà 38 presenze in campionato? In che modo si preserverà durante la stagione? E quando non gioca Ronaldo, la Juve come giocherà?  E’ affascinante anche solo pensare a tutto questo, ma si tratta di rischi, perchè non si sta semplicemente aggiungendo un giocatore forte ad una squadra forte. Se avessimo voluto andare per il sicuro ci saremmo tenuti la rosa attuale con gli innesti già presi. Si è invece preso il più forte giocatore del mondo e gli si deve modellare attorno tutto il resto, e per la Juve è la prima volta, da noi persino Zidane era uno degli 11. E nemmeno pensando a Platini possono farsi paragoni utili.

3) L’incognita Champions. Qui il rischio è che la Champions da obiettivo torni ad essere un’ossessione non tanto per i tifosi, che magari da questa ossessione dovrebbero cominciare a curarsi, quanto per gli stessi giocatori, che poi è il modo più facile di non vincerla.
La prima reazione negli ambienti antijuventini, preso atto dell’impossibile, è stata quella di dire: bene, o adesso la vincete quest’anno o tutto questo casino che avete fatto sarà risultato inutile. Sappiamo quanto sia imbecille e provocatorio un discorso del genere. Sappiamo benissimo quanti aspetti coinvolga l’operazione Ronaldo e quanto solo uno di questi riguardi la Champions. Però è inutile farsi illusioni. I media stanno già presentando questa stagione come quella in cui ora o mai più . Quella in cui non c’è una via di mezzo tra il successo (La Champions) e il fallimento (qualsiasi altro risultato, 8° scudetto compreso). E’ una trappola in cui non bisogna cadere anzitutto in campo, giocando la Champions imballati di responsabilità. Ronaldo è assolutamente quello che ci serve per indirizzare quelle 4-5 partite finali nel senso che molto spesso non siamo riusciti a dare. Ma Ronaldo le Champions le ha anche perse, e non si spendono centinaia di milioni nell’illusione di garanzie che non esistono. Ronaldo non vuol dire Champions, togliamocelo dalla testa subito.

Concludendo, Ronaldo non è un upgrade. Ronaldo è una rivoluzione. Non è un singolo fortissimo giocatore che arriva in una squadra già forte. E’ un enorme affascinante asteroide che si sta schiantando sul pianeta Juve con intenzioni e obiettivi che ci fanno sognare. Ma questo, per una società abituata a muoversi secondo una logica di tradizione e con il manubrio ben dritto, non ho ancora capito cosa significhi e cosa voglia farne. Non può essere solo una questione di Champions, non c’è alcuna garanzia di vincerla. E ovviamente non ci serve Ronaldo per vincere l’ottavo scudetto consecutivo. Qui è in ballo qualcosa di più grande e per me di misterioso. Un mistero avvincente che sono pronto a godermi. Ma nessuna venga a parlare di “vincere facile”. Ronaldo è un rischio. Un meraviglioso rischio.

di @minima_moralia