Se Cristiano ritorna a segnare gol facili “alla Ronaldo”

di Juventibus |

Un nuovo inizio.

Per due gare di fila Ronaldo ha segnato gol “alla Ronaldo”. Non formidabili rovesciate o prodezze balistiche. La verità è che se segni 50 gol l’anno da 10 anni, non possono (e devono) essere 50 gol capolavoro. Ronaldo negli anni ha imparato ad essere anche una sorta di super-Pippo Inzaghi, nella maniacale ricerca del gol, dello spazio giusto dove infilarsi, del rubare quel mezzo metro al marcatore per poi esultare con l’iconica giravolta… Se si aggiunge un fisico da cyborg e una tecnica sopraffina… il risultato è il marcatore più completo della storia.

Negli ultimi anni di Real, la grande maggioranza dei suoi gol erano realizzati in area piccola o a distanza ravvicinata. Ciò avveniva per vari fattori: lo Status di Semi-dio guadagnato a Madrid, la licenza di poter giocare dove più gli piacesse (grazie anche al monumentale Benzema, fenomenale per efficacia e capacità di mettersi al servizio del re – risultato? 4 Champions), la consolidata sintonia con compagni (i sublimi Modric, Marcelo, Kroos, Isco), la voglia di frantumare record, l’evoluzione di un giocatore che riduce il raggio d’azione preservando fisico e score.

In troppi si erano fatti ammaliare dalla meravigliosa (maledetta) rovesciata di Torino, pensando di aver portato in casa, con un trasferimento epocale, uno che da solo moltiplicasse pani e pesci. Ricreare le stesse condizioni di un Ronaldo da 40 gol a stagione non era e non è tuttora semplice. Nuovi compagni, meccanismi, mentalità, difese.

Pur nell’ottima prima stagione bianconera, ciò che mancava erano i gol “facili” (che facili non sono, in realtà). Arrivato Sarri, il pensiero è stato “quest’anno CR7 segnerà di più”, mettendo nel computo i gol frutto di azioni avvolgenti da finalizzare in tap in.

Cosa mai vista fino ad una settimana fa, con la frustrazione del numero rarissimo di volte in cui CR7 aveva palle solo da spingere in porta. Possibile non essere in grado di sfruttare quella caratteristica formidabile del nostro numero 7, la ferocia eccezionale di compiere lo scatto decisivo e bruciante per smarcarsi e spingerla nel sacco?

Qualcosa si sta muovendo. Si sente: due indizi fanno una prova. Il Re sta tornando, entrando maggiormente nel vivo del gioco, non largo a sinistra a 40 metri dalla porta, ma essere lì, rapace, a buttarla dentro, instancabilmente.

di Andrea Mangia