Cristiano contro Godin, il derby d’Europa

di Alex Campanelli |

cristiano godin

Certo, non è proprio il momento più favorevole per scrivere un articolo sul tema, non dopo l’errore da matita blu di Godin su Suarez in Champions League che fa diventare Cristiano quello che ha tutto da perdere: stando alla gogna dei media, se il lusitano avrà la meglio non avrà compiuto nulla di particolarmente rilevante, viceversa se l’uruguagio riuscirà a ingabbiare il 7 ecco che si assisterà alla celebrazione del campione capace di risorgere dalle proprie ceneri, di imparare dai suoi errori anche a 33 anni, di lanciare un’Inter esaltante verso l’impresa del secolo. Un po’ riduttivo, un po’ (tanto) stucchevole, ma non ci riguarda.

Cristiano Ronaldo contro Diego Godin è il duello tra uno dei più grandi calciatori della storia e il miglior, assieme a Chiellini, difensore vecchio stampo dell’ultimo decennio, di quelli che si appiccicano all’uomo facendolo impazzire, che in caso di difficoltà spazzano senza troppi complimenti e affrontano le partite di calcio come delle guerre (troppa retorica anche qui, ma insomma avete capito la tipologia). Cristiano contro Godin ha anche dei trascorsi da WWE più che da partita di calcio: Supercoppa di Spagna 2014, il portoghese per liberarsi di un abbraccio un po’ troppo affettuoso dell’avversario decide di abbatterlo con una chop ben assestata. Lo rivedrete in loop da qui a domenica e magari anche oltre, cosa che invece non succederà con questa (precedente) carica del buon Diego a palla ben lontana e decisamente irraggiungibile:

La prima assoluta tra i due risale addirittura al 2008: 17 dicembre, fase a gironi della Champions League, lo United del fresco pallone d’oro Cristiano sfida il sorprendente Villarreal che nella stagione precedente ha pescato il 21enne Godin in patria al Nacional de Montevideo, con Manuel Pellegrini che non ha paura di piazzarlo al centro della propria retroguardia. Ne esce uno 0-0 senza particolari squilli di entrambi, senza possibilità di prevedere il duello epico del quale saranno protagonisti i due contendenti.

Già, perché lasciando per un momento da parte la nostra visione del calcio campanilistica e juventinocentrica, Cristiano contro Godin è soprattutto Real contro Atletico, con tutte le sfumature, le acredini e le dichiarazioni al vetriolo che ne seguono, dalle botte da orbi sopra citate al gesto di Cristiano verso la curva colchonera allo Stadium, fino alle prime dichiarazioni dell’uruguaiano alla stampa italiana. Il bilancio è quasi in parità: 11-10 per CR7, con 10 pareggi a fare da contorno. Diverso è, semmai, il peso delle gare: le due stracittadine di Champions, la prima con Cristiano e Godin entrambi a segno, pesano come un macigno sulla schiena del nerazzurro e stanno lì a rimarcare come, nonostante l’encomiabile sforzo psicologico e sportivo di Simeone e i suoi negli ultimi anni, a ridere per ultimo sia stato sempre l’odiato nemico, il più bello del reame, quello che ogni volta in qualche modo, con l’aiuto di fidi e altrettanto invisi scudieri come Ramos e Bale, svegliava sul più bello i sognatori dell’Atletico. Ridurre la narrazione calcistica a buoni contro cattivi è spesso inesatto, ma se fossimo costretti a farlo difficilmente Ronaldo ne uscirebbe come l’eroe positivo.

Ora i derby di Madrid sono alle spalle, legname di qualità col quale alimentare il fuoco di un altro derby, quello d’Italia, un’occasione per Diego di riaprire una contesa che pareva ormai chiusa e riaffermarsi tra i migliori centrali del mondo. Freschissimo è il triplice schiaffo inferto dal supereroe portoghese nell’ultima europea di Godin con l’Atletico, rovente (benché prontamente annacquato dai media nostrani) è anche il segno lasciato sulla pelle dell’uruguagio dall’uscita a vuoto che è costata carissimo all’Inter al Camp Nou. Già, Cristiano ha proprio tutto da perdere. Non sono queste le gare che piacciono a lui?


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