Cristiano, è stato meraviglioso, ma ora dobbiamo guardare avanti

di Juventibus |

L’innamoramento per il Re da parte della Juventus F.C. è durato il tempo della trattativa, di un aereo che parte, di una foto tutti insieme in Grecia e di un bel post sui social. Punto.

E’ finita lì. Presentazione allo Stadium annullata, perché noi siamo sabaudi e quella è roba per altre piazze e così ci hanno anestetizzati, noi stupidi entusiasti per questo sport e per i suoi attori che più ci fanno venire gli occhi a cuore. Cristiano è stato trattato come un Amoruso, un Kovacevic, un Pjaca qualunque, 2 vere interviste in 3 anni: una con Diletta Leotta e l’altra in cui diede alla squadra una carica pazzesca prima di Juve-Inter, con il suo sorriso e il suo ottimismo: “Ciao juventini, domenica vinciamo per voi”. Detto, fatto.

Insomma un corpo estraneo, mai assimilato ad una società fredda che lo viveva con distanza e un pizzico di gelosia. Sul campo le cose sono andate pure peggio, al netto di un centrocampo mai all’altezza, l’hanno affidato nell’ordine, ad un allenatore che metteva Mandzukic al centro del suo credo tattico, ad uno che dichiara con vanto di non essere un gestore di uomini e all’ultimo che venne buttato nella mischia dall’Under23 alla prima squadra in una settimana e con un “filo” di superficialità.

La tifoseria non gli ha mai fatto un coro, sempre prima la squadra, che è pure giusto, ma credo si possa comunque far convivere un Re e i suoi cavalieri, impazzendo per le gesta del primo e rendendo merito ai secondi che gli gravitano intorno e che insieme a lui riescono a vincere le battaglie.

Con Ronaldo non è stato così mai, da molti è stato guardato con diffidenza e distacco, per cercarne i difetti e puntare il dito verso di lui ad ogni mezza partita sbagliata, perché non sa tirare le punizioni e poi si gira in barriera.

I 100 e passa gol in tre anni messi velocemente in soffitta, perché lui doveva farci vincere la Champions, possibilmente da solo. Cristiano Ronaldo è un, se non IL, giocatore più forte che sia mai esistito, ma a distanza di 3 anni la sua avventura in bianconero mi lascia la sensazione di una macchina extra lusso, comprata per uno sfizio, e poi usata con noia, giusto per fare le commissioni, oppure uno yacht ormeggiato che non si vuole fare uscire dalla baia e del quale interessano più le tasse da pagare, che il lusso e le feste che si potrebbero organizzare. Sarebbero tante le domande da fare a chi ha inventato quel pay-off così bello e impattante: LIVE AHEAD, a cominciare da cosa sia rimasto di quella Juve che sognava di entrare nell’olimpo del mondo del calcio ed oggi si lascia scivolare dalle mani qualcosa di evidentemente troppo grande per lei.

C’è vita dopo Ronaldo, eccome se c’è, oggi nessun juventino adulto smette di tifare questi colori, la Juve non muore di sicuro, la tiferemo ogni domenica nella lotta per lo scudetto e nella Champions sappiamo bene che tutto è possibile a prescindere. I risultati sul campo non sono di certo compromessi irrimediabilmente, si andrà avanti con Kean o Icardi, con Witsel o Tolisso, con Rugani e De Sciglio, pure senza un portiere degno di quella casacca, ma si “TIRERÀ’ avanti”, perché “VIVERE IN AVANTI” è un’altra cosa e le generazioni Z ,a cui più volte qualcuno fa riferimento, da domani continueranno di certo a seguire quello con la maglia numero 7 e le sue special card su Fifa, chissà però se tutti continueranno anche a tifare per una squadra, con una maglia nera anonima, chiamata Piemonte Calcio


JUVENTIBUS LIVE