Cristiano centravanti nel nuovo tridente di Sarri

di Alex Campanelli |

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Mentre tutti guardano il dito, rappresentato dal rigore sbagliato e dalla prestazione sottotono, dietro al Cristiano Ronaldo visto in Juventus – Milan c’è una nuova e interessantissima luna, quella relativa alla sua posizione in campo: per la prima volta Maurizio Sarri ha schierato l’asso lusitano al centro del tridente, un ruolo che Cristiano non aveva mai ricoperto da quando veste la maglia bianconera, tanto che anche l’account ufficiale della Juve ha sbagliato la disposizione.

Ce l’aspettavamo tutti così: Dybala al centro e Cristiano e Douglas sulle fasce a piede invertito. Invece Sarri ha spiazzato tutti, schierando il 7 da numero 9, Costa sul suo piede sull’out mancino e Paulo a destra da finta ala, dato che nei fatti l’argentino si è comportato più da seconda punta vicina ora a Cristiano ora a Bentancur che non da effettivo esterno d’attacco.

Sulla posizione di Cristiano si è dibattuto molto, sin dal suo arrivo alla Juve: nelle lavagnette il portoghese era posizionato da punta davanti al trio Cuadrado-Dybala-Costa, una disposizione durata giusto per un’oretta in Chievo – Juve, poi l’ex Real si è diviso tra le antiche vesti di ala sinistra e quelle più recenti e di richiamo madridista di attaccante di sinistra del reparto a 2 del rombo.

E’ innegabile che Cristiano dia il meglio di sé in area di rigore, ma è anche vero che il 7 ama ricevere palla sulla fascia e puntare l’uomo, e rientrare da sinistra verso destra cercando il tiro, decisamente più di quanto non gradisca fungere da sponda centrale o sgomitare a centro area in mezzo ai centrali avversari. Contro il Milan Cristiano ha svariato, certo, e più volte lo abbiamo visto ricevere in posizione defilata, ma è stato nei fatti il riferimento centrale della Juventus, come si evince dalla sua heatmap.

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Più che occupare l’area, Cristiano si è mosso nei mezzi spazi di destra e sinistra a ridosso di essa, un atteggiamento giustificato anche dalla disposizione del Milan, che per lunghi tratti di gara ha fatto quadrato davanti alla propria area di rigore con molti uomini. Il 7 si è inoltre defilato più volte sulla destra, scambiandosi frequentemente di posizione con Dybala per cercare di disordinare la difesa rossonera e per provare a creare superiorità numerica puntando Calabria o Laxalt, come in occasione della rabona di fine gara, una giocata non così velleitaria com’è stata fatta passare dai più critici.

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Passmap di Juventus – Milan (fonte: BetweenThePosts). La Juventus ha sviluppato gioco, al contrario del solito, soprattutto sulle fasce, con Cristiano a fungere da catalizzatore per le giocate degli altri attaccanti.

La centralità di Cristiano in campo, che nei piani di Sarri avrebbe dovuto limitarne il dispendio energetico e amplificarne la pericolosità, non si è però tradotta in una Juventus più incisiva nell’ultimo terzo di campo. Il portoghese, comunque poco aiutato da una squadra che non sembrava smaniosa di cercare la rete, è incappato in una di quelle serate storte che ogni tanto gli capitano, forse condizionato da una posizione che non ama. I dialoghi nello stretto con Dybala e Douglas non sono andati come ci poteva attendere e anche la qualità delle conclusioni del lusitano ha lasciato a desiderare (solo 2 tiri nello specchio su 9).

Uno dei pochi scambi degni di nota tra Cristiano e Dybala vede, non a caso, il numero 7 partire dalla fascia e Dybala tagliare in mezzo e poi sul lato dell’area, allargando il Milan e creando i presupposti per il tiro del compagno.

Non sappiamo se Maurizio Sarri riproporrà Cristiano al centro contro il Napoli: la presenza di due marcatori massicci come Maksimovic e Koulibaly spingerà il portoghese a venire ancor più fuori dall’area per cercare il pallone, un automatismo che aumenterebbe la qualità della rifinitura sulla trequarti ma svuoterebbe l’area di rigore, in maniera simile a quando è Dybala ad agire da attaccante centrale.

L’impressione è che la Juve di Sarri, indipendentemente dalla posizione di Cristiano Ronaldo, faccia ancora fatica a giocare senza un attaccante d’area, assunto che spiegherebbe il frequente utilizzo di un Higuain in formissima. Come avevamo spiegato in occasione di una sua gara in nazionale da attaccante centrale, Cristiano non si sente un centravanti, probabilmente non lo sarà mai, la sua inclinazione a cercare il pallone largo e i suoi tagli incessanti da fuori a dentro l’area (e viceversa) lo rendono una punta atipica, come peraltro Dybala. Quando Maurizio Sarri parla della difficoltà nel farli giocare assieme probabilmente si riferisce proprio a questo; le fortune della Juventus passano dalla bravura del tecnico nel trovare la formula giusta, ma anche dalla capacità dei due attaccanti di reinventarsi in funzione dell’altro e della squadra.