Crediamoci, dice Cristiano

di Leonardo Dorini |

Nel romanzo del calcio, arriva il momento in cui ti trovi a febbraio con l’avversario più complicato possibile, nella competizione che più ti interessa, nel periodo più delicato e tormentato.

In questo momento, la grande euforia dell’estate sbatte contro la dura realtà del campo e lo schiaffo doloroso ha le fattezze del beffardo volto di marmo del Cholo Simeone.

In questo momento, diventa tutto incerto: i giocatori arrivano tardi, non stoppano bene il pallone, lo passano di lato e non avanti. L’allenatore sbaglia le scelte, viene anticipato dal suo avversario e si esce sconfitti, sbigottiti, disorientati.

Nel romanzo del calcio, ti trovi in squadra colui che ha fatto gol 22 volte ai biancorossi di Madrid, ma lo vedi muoversi nervoso; scattante, dinamico, ma solo.

Arriva il (solito) momento in cui ti senti fuori dai Campioni, escluso, reietto; la sera prima, in un campo inglese verso il mare, due squadre, 5 Champions per una, erano in campo a contendersi il quarto di finale; una fra Liverpool e Bayern non ci arriverà, ai Quarti, ma siamo certi che per loro non si parlerà di “fallimento”, come per noi. Ma lo sappiamo, il perchè di questo concetto, la perversa relazione fra noi e la coppa con le grandi orecchie.

In questo momento, quando dormi male, se dormi, può arrivare un raggio di sole: ora c’è bisogno del leader, c’è bisogno di un motto, di un invito a non mollare.

Ed ecco che arriva, alle 8.41 della mattina dopo:

In quel CREDIAMOCI c’è tutta la voglia di farcela, di non uscire agli ottavi di finale per colui che ha vinto tre finali di fila; l’accenno di sicumera della manita esposta nei corridoi del Wanda, tutta riferita a se stesso, ora si trasfonde nell’invito a tutta la squadra.

C’è la foto di tutti ed undici, e lui che dice CREDIAMOCI: lui che – forse – ha visto perfettamente che in campo non è stato così, al Wanda Metropolitano.

E allora ci dobbiamo credere: il risultato può essere ribaltato, lo sappiamo. Anche 10 mesi fa eravamo qui a crocifiggere l’allenatore, come sempre immemori di questo splendido ciclo di vittorie (anche in Champions League).

Il CREDIAMOCI è rivolto a tutti noi: è l’unica cosa che ci rimane, in fondo, oltre all’ennesimo scudetto.