Bisogna credere in Cancelo

di Giacomo Nannetti |

Ha tutte le carte in regola per diventare il miglior terzino destro al mondo”, così Allegri aveva battezzato Joao Cancelo ad inizio anno, dopo aver visto con i propri occhi il talento portoghese. Qualche mese fa eravamo tutti d’accordo sul fatto che il terzino, ex Valencia, sarebbe dovuto migliorare in fase difensiva, per poi poterla così abbinare ad una offensiva di alto livello. Ricordate la fantasia, il brio e la creatività con la palla tra i piedi del classe ’94? Ecco, oggi tutto questo sembra essere un ricordo lontano. Adesso il portoghese, forse preoccupato eccessivamente dalla fase difensiva, sembra un po’ troppo impacciato quando ha la sfera tra i propri piedi e i suoi dribbling e le sue giocate, talvolta rischiose, iniziano a latitare.

Anche lo stesso Allegri, che ha più volte sottolineato l’importanza della fase di non possesso, ha voluto spendere parole utili in tal senso per Cancelo: “Lui tende a mantenere la posizione, ma quando la palla è dall’altra parte lui deve andare dentro”. Questa dichiarazione conferma come anche lo stesso tecnico abbia visto un certo timore dell’ex Inter nello spingersi in avanti, cosa che invece fino a qualche mese fa lo rendeva un terzino immarcabile con doti offensive fuori dal comune. Con 2.5 dribbling a partita Cancelo è il nostro terzino che eccelle maggiormente in questo campo, con (1.3), Alex Sandro (1.1) e De Sciglio (0.5) distanti, e non poco, dai numeri del portoghese. Con questa facilità di saltare l’uomo e di creare superiorità numerica è impensabile rinunciare ad un giocatore del genere negli ultimi 30 metri. Eppure? Nel 2019 però le prestazioni di Cancelo sono peggiorate notevolmente, e sono state spesso macchiate da errori tecnici non da lui, probabilmente figli anche di una serenità persa durante l’annata.

In mente abbiamo anche il cambiamento, o involuzione, questo decidetelo voi, di Alex Sandro, arrivato come terzino mancino di spinta e diventato adesso un roccioso esterno poco propenso ad offendere e quasi pronto a giocare in una retroguardia a 3. Riguardando il percorso del brasiliano, sembrano esserci delle somiglianze con questa prima stagione bianconera di Cancelo: entrambi inizialmente devastanti in fase offensiva, ma un po’ sbadati dietro e quindi costretti in più di un’occasione a sedersi in panchina lasciando spazio a giocatori più difensivi, ma tecnicamente inferiori (Evra prima De Sciglio ora). Ovviamente i due calciatori per struttura fisica sono molto diversi, con Cancelo meno massiccio e più brevilineo e Sandro più roccioso e macchinoso, quindi molto probabilmente le somiglianze dei percorsi bianconeri dei due termineranno qui, come in molti si augurano.

La speranza più grande è che Joao possa ritrovare quella spensieratezza dei giorni migliori (si ricordi ad esempio l’ottima prestazione proprio al Mestalla contro la sua ex squadra) utile a renderlo imprevedibile per gli avversari ed un’arma in più per i propri compagni. Poi sicuramente andranno migliorati tutti quei fondamentali difensivi su cui Cancelo non eccelle, ma cercando sempre di evitare che tutto questo possa chiudere in una gabbia quel talento cristallino di cui dispone. Dopo aver reso Alex Sandro, un terzino ormai devoto quasi esclusivamente alla fase difensiva, e aver bocciato Dani Alves (3 Champions tutte da terzino), speriamo che Cancelo possa finalmente sbocciare e prendersi stabilmente la corsia di destra bianconera per gli anni a venire, o che perlomeno gli venga data l’opportunità.


JUVENTIBUS LIVE