CR7 vs Atletico Story

di Michael Crisci |

Spauracchio: “Spaventapasseri”; “Motivo di terrore assiduo e sempre incombente”

Nel calcio il termine spauracchio è stato mutuato nel termine “Bestia Nera“, e Cristiano Ronaldo, negli anni, lo è diventato per l’Atletico Madrid. Cristiano non ha cugini, la pietà non è certo nel suo DNA, e per 22 volte su 29, in tutte le competizioni, lo ha ribadito nei molteplici derby della capitale madrilena.

Cristiano ha dapprima cominciato col logoramento mentale verso i rivali cittadini, offrendo come antipasto alcune skills di quelle che mandano in sollucchero i propri tifosi, e su tutte le furie i giocatori avversari;

 

 

Tra queste, di sicuro spicca la famosa espaldinha, a partita quasi finita, nel novembre del 2010, con un furente Raul Garcia che gli urla in faccia “facile farla sul 2-0, falla sullo 0-0“. Un giochetto, un avvertimento di ciò che sarebbe successo negli anni a venire:

 

COPA DEL REY 2010/2011: Tutto ebbe inizio nel gennaio del 2011, con la forgiatura del suo primo trofeo in blanco”. Nei quarti di finale è sfida tra Merengues e Colchoneros, e Ronaldo timbra sia all’andata che al ritorno, con reti che già tradirono al tempo quello che sarebbe stato il suo destino, ovvero quello del centravanti consumato; nel primo gol, all’andata, inserimento e tap in vincente sul palo opposto, su cross di Ozil; mentre al ritorno, in cui segna anche il gol decisivo dell’incontro, premia con un inserimento in area e una botta all’angolo, il fendente di Sergio Ramos:

 

 

Il Real alzerà quella Copa del Rey al Mestalla di Valencia, grazie a un suo cabezazo contro il Barcellona, nei tempi supplementari.

 

LIGA 2011/2012: Il primo hattrick in un derby di Madrid arriva nell’anno del primo scudetto in maglia Real; un perentorio 1-4 al fu Vicente Calderon, un concentrato di tutte le qualità balistiche del portoghese; gol del vantaggio con maledetta su punizione (Ma allora le sai calciare eh!!!) e, dopo il pareggio momentaneo dei padroni di casa, missile dei suoi dalla distanza all’incrocio (qualcuno ha detto Empoli?!). Tripletta suggellata dal rigore a fil di palo del 1-3. Non contento, Cristiano propizia anche il definitivo 1-4, firmato da Callejon:

 

 

CHAMPIONS LEAGUE 2013/2014: Vincere una Champions, quella Champions, la Decima, ossessione in casa Real da anni, nella città in cui sei cresciuto, da l’idea di cerchio che si chiude (uno dei tanti della tua carriera). Vincerla dopo un derby al cardiopalma, ancor di più. Cristiano Ronaldo arriva alla finale con qualche acciacco, e non recita la parte del protagonista praticamente per quasi tutto il match. A prendersi la scena sono Casillas (in negativo), Ramos, Bale e soprattutto Di Maria in positivo. Nei supplementari, dopo il 3-1 di Marcelo, al Real viene assegnato un rigore; quasi come se il destino volesse iscrivere per forza al tabellino il nome di Ronaldo, come se ritenesse un’ingiustizia una sua probabile assenza. Ronaldo, come al solito senza pietà, spiazza Courtois e mostra i pettorali a tutto il Da Luz, preso d’assalto dai suoi compagni di squadra, in primis un certo Alvaro Morata:

 

 

LIGA/CHAMPIONS 2016/2017: Nell’anno del doblete, Cristiano torna famelico nelle stracittadine, e decide di piazzare non uno, ma ben due hattrick:

In quello di campionato, lo schema è classico; primo gol su punizione, questa volta con deviazione, raddoppio su rigore, e terzo gol con comodo tap in a porta vuota dopo contropiede orchestrato da Bale. Ma la cosa che risalta di più è sicuramente l’esultanza al 2-0; rinomato coreografo di se stesso, Ronaldo si avvicina alla telecamera, si piega e si tocca il mento, immortalandosi uno di quei primi piani che tanto sarebbe piaciuto a Andy Warhol:

 

 

Nella tripletta di Champions, invece, ridefinisce il concetto di onnipotenza; di testa, al volo, da rapace d’aria; in una gara senza acuti da una parte e dall’altra, Cristiano si erge a mitologico Deus ex Machina, annichilendo lo sfiatato Atletico di Simeone, e lanciando un segnale a tutto il mondo “Ho ancora fame!

 

 

P.S: Alzi la mano chi, quella sera, si è sforzato in tutti modi di non intravedere un fosco presagio riguardo alla finale che si sarebbe svolta il mese successivo in quel di Cardiff. Ad alzarla per primo, inizia il sottoscritto…

 

LIGA 2017/2018: Il suo ultimo gol da madridista all’Atletico (uno dei suoi ultimi gol in Liga), è una perla di destro al volo, incastonata tra la rovesciata dello Stadium e il rigore assassino al 97esimo del Bernabeu. La sola cosa che ci si augura è che non si tratti della fine definitiva di questa appassionante saga!

 

 

BONUS TRACK CHAMPIONS 2015/2016: ci sarebbe un altro gol all’Atletico di Ronaldo, il rigore decisivo segnato a San Siro nella finale di Champions del 2016, con solita scena; portiere spiazzato e pettorali al vento. Ma la cosa su cui vorrei soffermarmi è il discorso alla squadra nell’intervallo della partita. Perchè si, ci serve anche e soprattutto quel CR7!

 

 

BONUS BONUS TRACK: Per chi non volesse perdersi neanche un gol…