CR7: squalifica sì o squalifica no?

di Leonardo Dorini |

Ad animare la noiosissima sosta-nazionali del tifoso juventino c’è la spinosa questione della squalifica a Cristiano Ronaldo; l’UEFA ha aperto un’inchiesta e, secondo gli osservatori, il ricorso all’articolo 11 dovrebbe escludere che il giocatore venga fermato: il 21 il verdetto.

Anche Allegri in conferenza stampa, con la sua calma olimpica, ha escluso di non avere la disponibilità del campione per l’andata con l’Ajax: “dovrebbero esserci 42 mila squalifiche” ha detto il mister, riferendosi al fatto che certamente, in quella bolgia, non tutti sono stati dei signori.

Sarebbe incredibile che CR7 dovesse essere squalificato di nuovo, dopo l’espulsione a Siviglia e il turno di squalifica scontato in casa nella partita con lo Young Boys: Cristiano fu espulso per un buffetto a Murillo, davvero un’inezia. Allora, quando successe il fattaccio, pensai fra me e me: non gli ha fatto nulla, ma da un campione ci si aspetta un self-control totale, ad evitare anche queste situazioni: mani e testa a posto!

E ci risiamo, credo sia ancora così: le immagini sembrerebbero aver confermato che il gesto era rivolto (anche) ai tifosi avversari. Nell’adrenalina sconvolgente di quegli attimi, con il desiderio di rivincita accumulato dopo la serataccia del 20 febbraio, con la rivalità “storica” di stampo madridista, il nostro campione avrebbe dovuto avere un autocontrollo tale da evitare ogni gesto irrispettoso: non ce l’ha fatta.

Pare ovvio che anche all’andata, il gesto del Cholo potesse essere fortemente sospettato di essere rivolto (anche) agli avversari: lui stesso ha ammesso, a caldo, che avrebbe dovuto evitare (“ma me lo sentivo, e l’ho fatto”): multa al Cholo.

E allora che multa sia!

Detto questo, vogliamo anche parlare di quanta ipocrisia c’è nel considerare, solo ora, questo gesto come ignominioso, anti-sportivo, da censurare, da stigmatizzare, dimenticandosi di decine di altri gesti del genere? Lasciamo pure stare il Mourinho recente, che sfotte la tifoseria bianconera in modo pacifico, e che ora non è più dell’ambiente. Pensiamo a Totti che esulta sotto la Nord (e Bonucci che lo riprende piglia ammonizione), o Ljaijc in un recente derby della Mole; e Sarri che dal bus mostra il dito medio alla tifoseria bianconera.

E’ sempre così, purtroppo: noblesse oblige, e la nostra nobiltà ci deve costringere anche a sopportare di dover dare un esempio ineccepibile; e se sarà squalifica, forse la potremo appuntare al petto di una nuova affermazione di sportività. Ma speriamo di no: due gare saltate in Champions sarebbero un prezzo salatissimo.