CR7 positivo, l’ennesimo “regalo” delle soste per le nazionali

di Gianlorenzo Muraca |

Ebbene sì, è tutto vero: Cristiano Ronaldo è risultato positivo al Covid-19. Ad annunciarlo è la Federazione Portoghese con un comunicato sul proprio sito ufficiale, in cui viene specificato altresì che il calciatore è asintomatico e si trova in regime d’isolamento. In questi mesi, ormai, lo abbiamo imparato: il virus è cieco, non guarda in faccia nessuno e non fa distinzioni di alcun genere e ne abbiamo avuto oggi l’ennesima conferma.

Quel che desta particolare amarezza non è la notizia in sé e per sé, bensì il momento in cui essa arriva, ovvero durante una sosta per le nazionali. Sono anni che numerosi allenatori si scagliano duramente contro lo stillicidio di queste soste, che non di rado sono state teatro di numerosi infortuni per i calciatori (vedi Zaniolo, per citare il più grave recente), costringendoli a viaggiare in tutto il mondo (talvolta con fusi orari massacranti) per disputare incontri di scarsissima importanza e di bassissima risonanza mediatica. Questa “battaglia” per limitare e circoscrivere le soste per le nazionali va avanti da molti anni e la dannosità di questi impegni era stata già ampiamente sottolineata in un clima totalmente differente da quello odierno, ben prima dello scoppio di una pandemia.

Per quanto i problemi evidenziati a più riprese dagli allenatori nel corso di questi anni non siano mai stati ascoltati, è assolutamente inaccettabile che quest’anno, data l’eccezionalità del momento che il mondo del calcio (e dello sport) sta vivendo, non si sia agito diversamente con riguardo alla calendarizzazione delle soste.

Abbiamo avuto modo di notare (ed apprezzare) che tipo di misure hanno adottato per la conclusione del campionato NBA negli USA, volte proprio ad evitare che le squadre intraprendessero troppi viaggi e che i giocatori fossero esposti al pericolo di contagio. Pare assurdo che la questione non sia stata neanche presa in considerazione nel mondo del calcio.

Non ci resta che far gli auguri di pronta guarigione a Cristiano, nella speranza che, in un futuro non troppo lontano, le soste possano essere distribuite in maniera più saggia nel corso delle stagioni e che le nazionali possano essere chiamate in causa per appuntamenti che restituiscano loro il prestigio che meritano.