Come pagare CR7 con Portanova, fare impazzire tutti e non fallire

di Juventibus |

fabio paratici

Vincere 9 scudetti di fila è un’impresa unica. Pagare Ronaldo grazie a Petrelli e Portanova, far impazzire media e tifo anti-juve e riuscire al tempo stesso a non fallire è un’impresa molto più difficile.

Dopo gli elogi nei confronti di una Juventus giovane, carina e vincente grazie ai ragazzi dell’Under 23 (unica squadra B a tre anni dalla riforma che avrebbe fatto svoltare il calcio italiano), scoppia la polemica perché la Juventus vende alcuni di questi Under 23 (Petrelli e Portanova) in cambio di Rovella, giovane talento del Genoa.

Così dopo aver criminalizzato Ronaldo per la fuga a Courmayeur ed esaltato (“il Match del Secolo”) insulti, testate e minacce di morte tra Ibra e Lukaku, i media tornano ad un tema ciclico: LE PLUSVALENZE FARLOCCHE!

Ecco Timothy Ormezzano del CorSera con l’ironia velenosa:

e il buon Giovanni Capuano preoccupato per il potenziale crash del Calcio Italiano innescato da Rovella:

Si scopre così che Rovella è un GRAVE pericolo per la bolla del Calcio Italiano. Tutto ciò non era accaduto per le 400 cessioni del Genoa di Preziosi (contatele…), né per i 450 milioni di ricavo da tali cessioni (contateli…) negli ultimi decenni. La Bolla scoppia per Rovella alla Juve (così come era scoppiata all’epoca per il ritorno di Sturaro a Genova).

In altri articoli più analitici abbiamo analizzato il ruolo delle plusvalenze per il fatturato Juventus (con focus sulla crisi post-Covid), che spiegano perché “non è uno scandalo” e perché “non scoppia un bel nulla“. Qui facciamo due considerazioni:

  • La Juventus è obbligata a ricorrere alle plusvalenze (ca. il 20% del fatturato) per competere con big europee che competono in contesti organizzati, con manager federali competenti, regole chiare e lungimiranza, con Presidenti che investono in stadi, settori giovanili e valorizzazione del prodotto, generando così un volume di affari più alto della Serie A e ricavi commerciali e da diritti TV maggiori.
  • La Juventus ha investito (svariati milioni) nella Squadra B per avere un ambiente ideale per il player scouting&trading senza più giovani parcheggiati e dispersi e talenti spaventasti all’idea di perdersi alla Juve.

La Juve genera talenti da scambiare per altri talenti, gli ingaggi restano bassi, i singoli costi si ammortizzano grazie all’età e  i bilanci sorridono. Il sistema si regge se c’è un reale valore sportivo ed economico futuro degli scambi, se no la bolla scoppia (vedi la crisi delle milanesi e delle romane dopo Berlusconi, Moratti, Sensi e Cragnotti).

In questo modo la Juventus può coprire gli investimenti per Ronaldo e de Ligt non più solo con i sacrifici di Cancelo, Kean, Emre Can o -a livello inferiore- Spinazzola, Audero e Mandragora, ma con i Muratore, Mavididi, Portanova, Petrelli, Moreno e Tongya. Per farlo investe in altri giovani che si spera portino altro plus-valore (economico o sportivo). Questo accade dovunque, come gli scambi fatti col City (Moreno per  Correia) o col Barca (Pereira per Marques).

Chiudiamo con due domande:

  • Nell’ultimo giro mediatico di indignazione per la PLUSVALENTUS lo scandalo furono i 20 milioni per Mandragora e Audero e i 14 per Orsolini, tutti titolarissimi in A. Erano sembrati gonfiati i 12 milioni per Favilli (ha gli stessi gol di Scamacca) o i 26 per Romero. Ci si scandalizzava per nulla? I costi erano corretti?
  • Nella stessa sessione di mercato anche l’Inter ricorreva (suo malgrado) alle plusvalenze cedendo Vanheusden (12 milioni), Adorante (5 milioni), Marco Sala (5), Carraro (5), Odgaard (4). Come mai non ci si scandalizzò? I costi erano corretti? E a distanza di qualche anno la bolla è scoppiata in casa Juventus o in casa Inter?