CR7, il fuoriclasse secchione. Anche in conferenza

di Gianluca Garro |

«Ma nessuno fa domande sul Lokomotiv?» Eh sì, Cristiano Ronaldo nella sua quarta conferenza stampa da quando è giunto a Torino si è passato lo sfizio di distruggere una categoria con una battuta. Ai giornalisti che gli hanno chiesto di tutto tranne che della partita da giocare stasera, CR7 ha dimostrato che forse come viene trattato il calcio e come vengono selezionate le notizie in Italia sono esercizi da rivedere.

Ma che cosa è stata la conferenza stampa di Ronaldo di ieri pomeriggio? Un esempio. Un esempio di approccio alla propria vita professionale, un esempio di strategia nell’affrontare i problemi.
Siamo certi che CR7 non se la sia preparata, non toglierebbe un secondo agli allenamenti in campo e palestra, ma neanche agli accordi con gli sponsor o all’amministrazione della sua clinica per il recupero dei capelli con sede a Madrid. Perché alla fine per lui affrontare i cronisti è esercizio semplice perché non fa altro che rendere pubblico ciò che pensa e come vive.

Certo, il momento non è dei più complessi per lui. Sta segnando (anche se ancora non a raffica), la sua squadra è prima in classifica e anche in Champions sta andando bene, la sua nazionale è quasi qualificata agli Europei,  la sua vita familiare è molto soddisfacente. Magari un anno fa, quando a tenere banco erano le rivelazioni di Kathrin Mayorga su un presunto stupro nel lontano 2008, il nostro numero 7 non sarebbe stato così sereno. La scelta allora fu di non concedere dichiarazioni se non inviare alcuni comunicati strettamente concordati con i propri legali e la Società Juventus. Scelta comprensibile.

Obiettivi – Quando interviene davanti alle telecamere e ai taccuini della stampa, sfoggiando il suo orologio da qualche milione di euro, CR7 sembra avere un unico obiettivo: rassicurare. È ben conscio del suo ruolo, un gigante inserito in un contesto sì vincente e super professionale come la Juventus ma allo stesso tempo sempre al centro di polemiche, insidie, drammi, ansie. Lui è sereno e lo è stato spesso anche durante la stagione passata in passaggi difficili (in Campionato) o drammatici (in Champions League). E ogni volta che parla dà l’impressione di stimare i compagni e l’ambiente. «Tutti insieme possiamo conquistare i traguardi che cerchiamo».

I trofei individuali – I giornalisti  sanno che l’unico punto su cui possono avere una minima speranza di intaccare la beata serenità di CR7 è quella dei trofei individuali. Il tipo, che sa di essere il Migliore, è particolarmente suscettibile sul tema e se non vince non la prende benissimo. E’ giunto, quest’anno, alla 16esima nomination per il Pallone d’oro, un record tra i tanti. Visto che siamo nel periodo delle liste del pallone d’oro la domanda nella conferenza stampa di ieri poteva starci. Lui, che se l’aspettava ha risposto con l’unico concetto valido in questi casi, che se arriveranno i trofei di squadra potranno arrivare anche quelli individuali. Il problema del pallone d’oro 2018 stava proprio in questo, era l’anno della rovesciata e della terza Champions consecutiva con il Real, i voti sono andati a Modric e lui se l’è legata al dito.

Messi – Ecco no, forse un altro argomento che può stuzzicare il Campione è l’eterno dualismo con Messi. Ronaldo in un’intervista di quelle che piacciono a lui, da solo con un giornalista  se ne esce con l’invito a cena. “Certo che andrei a cena con Messi! Sarebbe interessante!”. Oppure in un’altra intervista di qualche mese prima: “consiglio a Messi di fare la mia stessa esperienza nel calcio italiano, bisogna sperimentare e vincere in diverse squadre, in diversi mondi e ambienti”. Lo sappiamo, Cristiano che ti ritieni il migliore proprio perché hai vinto in diverse squadre e in diversi paesi, mentre lui, l’argentino, solo nel convento-squadra del Barça…

Coraggio–  Torniamo al ruolo di Cristiano nella squadra e nella Società: in Conferenza stampa lancia diversi messaggi ai compagni. Uno è la serenità, e ne abbiamo parlato, l’altro il coraggio. Al centro dei pensieri di CR7 c’è l’attacco, la voglia di vincere, di fare un gol più degli avversari. Semplice, ma in Italia ci incartiamo anche in questo e spesso per un modo di pensare tutto nostro siamo andati sul “meglio non prenderle” che fa mettere pullman davanti alla porta. Non è il calcio di CR7.

Sarri – E veniamo alla novità della conferenza stampa. «Con Sarri mi diverto», ha detto CR7 che ha anche precisato come Allegri fosse un grande allenatore. Ma nel gioco di Sarri lui si trova a meraviglia. Non c’era bisogno che lo precisasse, l’avevamo capito. Però questo omaggio all’allenatore toscano è importante perché ci sta, soprattutto adesso. Fa capire la sintonia che CR7 ha con le scelte della Società. Una cosa che non fa notizia. Ma con CR7 per i giornalisti è dura perché lui è un monolite (un po’ ossessivo col lavoro) forte come la roccia. Ci proveranno in tutti i modi a prenderlo in fallo. Ma sarà dura, amici miei.