CR7 al centro del villaggio: paura, eh?

di Michael Crisci |

Cristiano Ronaldo sarà irreversibilmente centrale in questa stagione. Non può essere altrimenti, anche perchè a febbraio, il portoghese compirà 35 anni, e se dal punto di vista del marketing i risultati, che sono ancora tutti da vedere, si basano sull’immagine del numero 7, un brand che può resistere ad ogni età, sul campo il fattore tempo risulta più stringente. La Juve è chiamata a sfruttare quella che potrebbe essere l’ultima grande stagione ad alti livelli di Cristiano Ronaldo.

Sarri lo sa bene, e non per niente, qualche giorno dopo l’ufficialità del suo approdo in bianconero, e dopo aver detto in conferenza stampa di volergli far stracciare ulteriori record, assieme a Paratici, si è recato in Costa Azzurra, per discutere direttamente con l’ex Real della sua posizione in campo. Sarri cercò di convincere Ronaldo a diventare il 9 del tridente bianconero, sobillandolo sull’idea di quanto fosse esiguo un bottino di 28 gol stagionali per un giocatore come lui

Il vertice non si rivelò comunque fruttuoso, e questo cambiò le strategie di mercato della Juventus, passato in gran parte alla ricerca di quell’attaccante in grado di riempire l’area (Lukaku, Icardi), ma che poi si è impantanato ad agosto, vedendo la conferma di tutti gli attaccanti già presenti in rosa.

L’idea di Sarri è comunque rimasta tale nel tempo; “l’obbiettivo è permettere a Ronaldo di avere più palloni possibili”. E il viatico era sembrato quello giusto, se si prende in considerazione l’esordio contro il Parma, quando Ronaldo tira verso la porta per 6 volte, imbeccato una volta da Higuain, una volta da Douglas Costa, si mangia un paio di gol, ne segna un altro (annullato per questione di millimetri), e soprattutto, si fa trovare sempre più spesso in mezzo all’area.

Per incentivarlo, Sarri ha scelto di affiancargli Higuain, perchè tatticamente più affine al suo gioco, ma anche per indurre Ronaldo a riempire maggiormente l’area, cosa che Higuain non ha più la tendenza a fare. Ha innestato un giocatore non propriamente sarriano nel suo scacchiere, Blaise Matuidi, per coprire il suo lato e esentarlo da ogni tipo di fase difensiva, nell’attuale 4-3-3 che sa di 4-4-2. Insomma, ha fatto di tutto per avvicinarlo il più possibile alla porta avversaria.

Ma nelle successive 3 partite, qualcosa sembra essersi inceppato; Ronaldo ha continuato con la sua tendenza a stare largo, la squadra non è più riuscita ad imbeccarlo a dovere; da qui il risultato di un solo gol e 5 miseri tiri verso la porta in 3 partite. Il tutto mentre con la maglia del Portogallo, Ronaldo sfondava l’ennesimo record, e segnava 5 gol di cui 3 da attaccante consumato (contro Serbia e Lituania)

Ronaldo deve assolutamente essere posto al centro del villaggio della nuova Juve, ma questo deve comportare una serie di compromessi: Lui deve capire che stando sempre largo, difficilmente potrà arrivare con continuità in zona gol, la squadra deve riuscire maggiormente a premiare i suoi movimenti, in verticale e non (contro l’Atletico Danilo e Higuain lo hanno disgraziatamente ignorato), e lo stesso staff tecnico deve cercare di non porre Ronaldo in una posizione di onnipotenza (le parole di MartuscielloNe abbiamo 27, sono tutti alla pari tranne uno, Ronaldo“, sono esplicative in tal senso).

Insomma, tutti devono lavorare a uno degli obbiettivi chiave della stagione bianconera, ovvero rendere Ronaldo una macchina da gol, perchè forse molto, se non tutto, di questa stagione, dipende dalla sua prolificità. E di tempo a disposizione non ne resta poi molto.


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