“CR7 con 100 milioni (di magliette)”

di Luca Momblano |

Cristiano Ronaldo sta usando la Juventus? O, peggio ancora, la sta usando Jorge Mendes per aver, dopo anni, portato un suo assistito in bianconero? Oppure è John Elkann che usa CR7? O, peggio ancora, i vertici della società dopo aver capito che sarà un’estate a tirare il fiato? Esiste un ulteriore peggiorativo a tutto ciò: non è che è l’autore a usare Juventibus? Oppure lo stesso Juventibus a usare il brand del campione portoghese per risvegliare un luglio che a livello di click sarà vittima delle vacanze e dei tiramolla di Beppe Marotta?

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Risposta non c’è o, forse, chi lo sa. Chi usa chi, chi vuole chi. Chi sono i destinatari delle talpe Real, perché la fonte è societaria, che confidano a Marca che il buon Cristiano questa volta se ne andrà per davvero, che la Juve è la sua prima scelta, che Florentino Perez spera ancora ma che contemporaneamente deve giocoforza dialogare con i bianconeri (sempre che Florentino faccia davvero resistenza), che Andrea Agnelli e CR7 sono in stabile contatto da settimane? A che pro Jorge Mendes, che pilota con discreta comodità A Bola e Record, all’occorrenza, dovrebbe svelare il gradimento di CR7 per la Juve (più anche dello United) a pochi giorni dall’eliminazione del Portogallo dai mondiali e quindi delle meritate vacanze?

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Immaginare non fa parte del giornalismo. In questo contenitore, però, valgono gli ibridi. E allora dobbiamo aggiungere. Serve mettere insieme gli ulteriori rumours di matrice torinese, in aggiunta a quanto scritto qui il 28 giugno scorso: “suggestione” nel vocabolario intimo del direttore Marotta è una clamorosa ammissione, e il suo vocabolario sta gradualmente modificandosi; ormai che la visita a Torino di Jorge Mendes fosse trasversale, concreta, extra-Cancelo e utile al sopralluogo e alla conferma della disponibilità di Cristiano Ronaldo è il segreto di Pulcinella, così come la sua visita in Continassa e in Mandria (soprattutto il secondo, vero quartier generale di chi entra dentro questa Juventus). Aggiungiamoci la versione sussurrata di Adidas: ci sarebbe (stando alla fonte, qui chi scrive non dovrebbe neanche utilizzare il condizionale) già in ballo un ordinativo di magliette pre-stampa dieci (DIECI) volte superiore al primo ordinativo di un anno fa. Di fronte a tutto questo, perfino la questione dei prezzi degli abbonamenti sembra preistoria.

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Che poi la testa della notizia resta solo e soltanto una. Senza quella, tutto fluttua e vola. La testa possiede un volto: John Elkann. L’operazione è fattibile (se mancasse solo l’accordo con il Real Madrid, ricordo una frase secca al mio telefono: “Noi sappiamo che il cartellino di Cristiano ci costa 100 milioni o poco più”) unicamente se il grande capo ha sottoscritto, avallato e in qualche modo lanciato l’Opa su CR7. 30 milioni all’anno per 4 anni lo leggo, non lo so. Ma so che Fiat-Chrysler si sta impegnando su due delicati accordi con Hyundai (Corea-Cina) e Tata (India) per provare ad andare a comandare sul mercato più strategico in assoluto, quello asiatico, là dove Ronaldo è secondo tutti gli studi (neanche troppo complicati) per distacco lo sportivo più conosciuto e amato del pianeta.