CR35, quando l’anagrafe non conta

di Nino Flash |

Ci ha cambiato la vita. Ci ha trascinato in un’altra dimensione. E solo Lui, l’Alieno, poteva farlo.

In questo momento suonano i suoi 35 anni, che per Lui sono solo un intertempo biologico di un percorso sportivo di cui ancora non si intravede l’ultimo chilometro. Perché Lui guarda sempre più in là di tutti, senza mai voltarsi indietro (“per quello ci sarà tempo”, dice).

Di questi primi 35 anni, ne ha trascorsi quasi 20 a ridisegnare i limiti del professionismo calcistico estendendoli fino a dove nessun altro suo collega era arrivato. Cristiano Ronaldo Dos Santos Aveiro da Madeira, ovvero la dimostrazione che l’irriducibile abnegazione e l’estrema cura del dettaglio non sono vezzi esibizionistici, bensì aspetti essenziali per il mantenimento di una acquisita (e sudata) efficienza, nonché elementi funzionali al continuo miglioramento dell’atleta-calciatore. Ecco così spiegati gol celestiali come quello di Marassi. Il tutto a dispetto del tempo, che scorre inesorabile per tutti ma non per Lui.

Da 18 mesi ce lo stiamo godendo noi, accompagnandolo e facendoci accompagnare in questo tratto della sua carriera condito anch’esso da tanti gol, giocate fantastiche e nuovi record. Dall’euforia di quegli straordinari giorni di luglio di due estati fa, quando atterrò sul pianeta Juventus, alla meraviglia – che non deve essere meraviglia quando c’è di mezzo Lui – dell’attuale filotto di gol consecutivi, passando per l’amaro epilogo Champions dell’anno scorso, dove fece comunque il suo.

Leader in campo (allenamento o partita che sia), ma anche valorizzatore del brand Juventus e volano del fatturato commerciale, CR7 ha fissato ancora più in alto l’asticella della professionalità in casa Juve, elevando standard già altissimi e fornendo nuovi stimoli ad una squadra che rischiava di adagiarsi sugli allori, dopo tanti anni di vittorie.

Vedendolo giocare e segnare, molti continuano a considerarlo una spietata macchina da gol costruita dal quotidiano sacrificio, con il costante intento di limare i difetti, cancellare le imperfezioni. Recentemente Sarri l’ha definito “un animale che si nutre di gol“. Nel primo caso è la robotica precisione ad affascinare (destro o sinistro per Lui non fa differenza e di testa è insormontabile). Nel secondo, è la famelica ricerca della rete, del successo e della gloria ciò che colpisce. Una combo dis-umana, dunque, sembrerebbe quella che ne scaturisce. Un freddo mix capace però di infiammare la nostra passione ogni volta che lo vediamo con la maglia bianconera. Capace di risolvere la partita quando meno te l’aspetti o quando ormai sembra finita. Incredibili sussulti che solo pochi campionissimi sono in grado di provocare.

Di emozioni ce ne ha regalate molte. Altre ancora ce ne regalerà, ne siamo certi. Deve solo continuare a essere il CR7 che è oggi (almeno fino al 2022…).

Dal canto nostro, l’augurio più grande che ci sentiamo di fare a Cristiano per celebrare questo suo secondo compleanno in bianconero, è che possa presto emozionarsi anche Lui come noi, e insieme a noi. Per qualcosa di grande.

@nonsolojuve


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