Cos’è diventato il tifoso juventino?

di Willy Signori |

Chi scrive questo articolo è nessuno. Questo articolo sei tu, che stai dedicando pochi minuti durante la pausa di metà mattina o quella del pranzo, oppure steso sul divano la sera dopo una giornata intensa di lavoro. Questo pezzo sono io, tifoso senza volto che si cela dietro lo pseudonimo di un personaggio nato dalla fantasia di un artista non ancora apprezzato quanto meriterebbe.
E allora in questo flusso di coscienza bisogna guardarsi allo specchio, rilassarsi, essere sinceri con sé stessi perché è solo con sé stessi che si sta parlando. Avanti, tra di noi le cose ce le possiamo dire.
Parliamo di noi, dei tifosi juventini, di quello che siamo diventati.
Ho sempre pensato che per il fango che ci piove addosso quotidianamente da quasi 30 anni dovremmo essere la tifoseria più compatta d’Italia, d’Europa, del mondo, dell’universo. Una specie di testuggine romana inattaccabile. Una fortezza con mura invalicabili. Ma il pensiero non fa sostanza e la realtà è ben diversa.
Invece di patrioti chiamati fieramente alle armi ci scanniamo tra di noi in un contesto che fa sembrare il PD un ambiente sereno senza correnti interne.
Da troppo tempo ogni argomento è buono per divorarci l’uno contro l’altro.
Sia chiaro: non voglio, non vuoi, in questo flusso di coscienza avere l’arroganza di pensare che potrai cambiare le cose, ma almeno fotografarle per quello che sono, e allora parliamo, scattiamo questa foto.
Partiamo da un fatto che dev’essere la base di ogni ragionamento: ognuno ha le sue idee e, giuste o sbagliate che siano, per lui sono sacre.
Ho il diritto di sentirmi più o meno coinvolto, più o meno rappresentato dalla Juventus, più o meno in sintonia con le scelte della società. Ho anche il diritto di smettere di seguire la Juve; la passione è difficile da gestire talvolta.
Ognuno tifa come vuole, non esiste la motorizzazione che rilascia patenti di tifo, chi lo fa è solo un falsario.
Detto questo ora devi continuare a guardarti allo specchio, dritto negli occhi e chiederti: Willy, tu perché segui la Juve? Cosa ti da, cosa ti toglie?
Quando tu Willy, utilizzando magari i social – che hanno messo in mano a tutti un megafono enorme – annunci urbi et orbi che smetterai di seguire la Juventus perché il nuovo allenatore non ti piace, non incontra i tuoi gusti, non rappresenta il calcio che vorresti vedere tu, Willy, fatti una sola domanda: chi cazzo ti credi di essere?
Cosa sposti nel panorama? Sei forse più di una goccia nel mare? Cosa pensi di ottenere? Cosa vuoi comunicare? A chi deve mai fregare qualcosa?
Willy, chi ti credi di essere?
Quando pensi che questa non sia più la “vera Juventus”, chi lo stabilisce cos’è la Juventus? Tu? Non credo proprio. Forse nella tua PlayStation, e non è manco assicurato.
Dall’altra parte se qualcuno molla la squadra per i suoi motivi che diritto hai tu di offenderlo solo perché ha esternato un suo sentimento? Nessuno. Nessun diritto.
Non gli è piaciuto il ritorno di Allegri e si è freddato? Beh, non è la stessa cosa che hai fatto tu con Sarri 2 anni fa? Non hai smesso di scrivere, di parlare, di farti sentire? Non hai auspicato un Maifredi bis? Non ti sei sentito più lontano dalla squadra?

Sì. Siamo 2 facce uguali della stessa medaglia e non lo vogliamo riconoscere. Quando insultiamo quelli che si lamentano del nuovo tecnico offendiamo noi stessi con un paio d’anni di ritardo.
Preferiamo insultarci e ucciderci come in una guerra di religione in cui non è importante stabilire la verità ma difendere a oltranza la propria posizione.

Discutiamola la Juve, critichiamola, analizziamola. Ogni giorno. Alla mattina appena svegli, in pausa, dopo pranzo oppure la sera, stremati da mille pensieri e mille ore di lavoro. Ma per una volta sarebbe bello guardare nello stesso punto e concentrare gli sforzi nell’unica direzione che ci porterebbe fuori da questo pantano puzzolente di idee e opinioni preconcette in cui ogni Willy Signori bianconero si è infilato. Mentre gli altri ci tirano fango e la società sembra riceverlo senza reagire noi, in questa sabbia mobile di bile, merda e vomito, ci siamo fatti la casa, e ci sguazziamo come maiali felici.
Non siamo più patrioti, siamo idioti del tifo in una guerra di religione in cui conta solo la propria opinione, un delirio di onnipotenza in cui la propria idea vale più della Juve stessa e in questa realtà parallela siamo arrivati a pensare che possa fregare davvero qualcosa a qualcuno se passeremo le domeniche pomeriggio del prossimo anno a fare le vasche in centro piuttosto che a guardare le partite della Juventus FC.

Ok, ora Willy puoi anche staccare gli occhi da questo specchio, senza mai dimenticare le uniche due parole che contano davvero qualcosa in mezzo all’oceano di quelle che ci lanciamo addosso ogni giorno:
Forza Juve.