Cosa mi preoccupa della Juve che sta per arrivare

di Antonello Angelini |

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La Juventus ha perso l’ennesima partita stagionale su un campo difficile. Roma-Juventus non è mai una partita banale. La Roma aveva molta fame e la Juventus troppo poca. Allegri ha cambiato molto ripetendo lo schema delle due partite a Napoli in tre giorni e sperando nello stesso risultato. Lo 0-0 avrebbe consegnato lo scudetto matematicamente alla Juventus. Il sesto consecutivo. Così non è stato, causa qualche giocatore un po’ svogliato, qualche altro che aveva paura di mettere la gamba ed anche un tantino di casualità sui gol giallorossi. Perché la Juventus aveva giocato bene il primo tempo andando in vantaggio, prendendo un palo e creando altre due palle gol. Il vantaggio è durato poco complice uno svarione difensivo. Buffon non perfetto. Capita. La testa era già a Cardiff, ne sono sicuro. Troppo desiderata, troppo agognata quella Coppa malefica. La sconfitta non mi preoccupa minimamente. Contro Crotone e Bologna bisognerà vincerne una e si farà.

Facciamo però un passo indietro. Sui campi difficili quest’anno la Juventus non ha mai brillato se si esclude Montecarlo. La Juventus ha perso a Milano due volte, a Doha contro il Milan nella Supercoppa, a Firenze e Genova, a Firenze e a Roma. Ha pareggiato a Napoli in campionato e perso pur qualificandosi in Coppa Italia. Ha vinto a Roma contro la Lazio alla seconda di campionato. In Champions Vittoria convincente solo in casa del Monaco. Le vittorie a Siviglia e Lione sono state fortunose e anche un po’ casuali. Non giudicabile la partita di Oporto perché giocata in superiorità numerica. Queste statistiche mi preoccupano in ottica finale di Coppa Italia e soprattutto in ottica Cardiff.

Oltretutto la Vecchia Signora si scontrerà contro gli specialisti di queste sfide: il Real Madrid. La Juventus è nettamente inferiore come organico al Real Madrid e deve compensare il gap con la concentrazione soprattutto in fase difensiva e sperare di riuscire a limitare i vari Ronaldo, Bale, James,  Benzema o Morata. La Juventus non ha praticamente panchina e deve cercare di vincere nei 90 minuti altrimenti le speranze si affievoliranno con il passare del tempo e l’affiorare della stanchezza mentale e fisica.

La tensione può giocare brutti scherzi solo alla Juve. Se Real vince questa partita o la perde, non cambia la sua storia o il suo ciclo. Per la Juve invece vincere tanti scudetti e coppe italiane è un grande risultato, ma se queste vittorie fossero accompagnate da un titolo Europeo, tutto il ciclo avrebbe un altro sapore. Oltretutto per Buffon, Chiellini, Barzagli potrebbe essere l’ultima occasione di vincere la famosa meretrice dalle grandi orecchie. Dani Alves e Mandzukic sanno come si fa. Lo insegnino.