Cosa non ci mancherà di Pereyra (Royal Rumble)

di Juventibus |

Il passaggio di Roberto Pereyra dalla Juventus al Watford di Mazzarri è ormai cosa fatta; l’argentino porterà nelle casse bianconere 15 milioni di euro e lascerà a Torino qualche rimpianto, per ciò che poteva essere e purtroppo non è stato. In queste righe invece gli autori di Juventibus vi illustrano, uno dopo l’altro, i motivi per cui il Tucumano non ci mancherà poi così tanto. Ready to Rumble!

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]Luca Momblano[/divider]

La testa bassa. Lo sport nazionale adesso è ridicolizzarlo, ma Pereyra è solo figlio di un equivoco: guastatore a supporto dell’attacco, addirittura libero di svariate, può farlo solo in contesti che lavorano costantemente con 40 metri di campo aperto. La Juve non lo è (più). Nemmeno in Champions. Anche se nel calcio di Allegri quel contesto è una delle 5 armi principali. A Watford, se lo tengono d’occhio, può fare molto bene. Quella testa bassa, ad altissimi livelli, è davvero per pochi pochissimi eletti.

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]Maurizio Romeo[/divider]

Se devo essere sincero non credo che Pereyra mi mancherà granché. Buon giocatore ma troppo discontinuo e fragile per essere considerato un valore aggiunto della squadra. Capace di spaccare le partite non è riuscito a farlo troppo spesso in maglia bianconera, altalenando perle calcistiche a strafalcioni calloniani. Se saranno confernate le cifre, bravi gli uomini di mercato bianconeri a rivenderlo facendo anche una plusvalenza. Suerte Tucu.

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]Massimiliano Mingioni[/divider]

Mancherà quel che poteva essere e non è stato, l’interruttore a rapido funzionamento per essere il dodicesimo ideale cambiapartite, di personalità ed efficacia. Gli è mancato quasi tutto, quindi a noi mancherà quasi niente.

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]Edoardo Siddi[/divider]

Il primo Pereyra mi aveva fatto ben sperare. Utilizzato spesso e ovunque, pur non toccando mai livelli di eccellenza, era stato un giocatore importante a cui avrei assegnato un ruolo ancora più centrale nella stagione successiva, ove mi aspettavo miglioramenti in quei fondamentali in cui aveva difettato: capacità di prendere decisioni, ultimo passaggio, gestione di sé stesso. Purtroppo gli infortuni l’hanno bloccato e il Pereyra 2.0 si è rivelato un flop. Giusto, dopo l’ultimo anno, salutarlo, ma al netto di tutto rimane un po’ di rammarico per ciò che sarebbe potuto essere e non è stato. Se l’upgrade fosse riuscito, l’argentino avrebbe potuto senz’altro dire la sua, continuando a essere il dodicesimo perfetto. E magari anche qualcosa in più. I ‘sarebbe potuto essere’, però, sono buoni solo per i romanzi. Nella realtà bene così, con un’operazione che anche dal punto di vista economico lascia soddisfatti.

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]Alex Campanelli[/divider]

In un’estate dai tanti addii, il Tucu è uno di quelli che riuscirò e riusciremo a metabolizzare meglio. Aveva, e ha tuttora, un grande potenziale da trequartista guastatore o mezzala brava a dribblare e portar palla, ma l’infortunio e le conseguenti panchine ne hanno arrestato una crescita che può riprendere solo grazie a spazi e fiducia che al momento la Juve non può garantirgli. Come Lucio, non mi mancherà doverlo tener fuori e sapere di non potermi fidare di lui al 100%.

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]Claudio Pellecchia[/divider]

Non mi mancherà il suo esser sempre mancante del centesimo per fare l’euro e la sua eccessiva fragilità muscolare. È un buon/ottimo giocatore, dalle potenzialità ancora inespresse, che in un contesto adeguato può fare bene (e glielo auguro di cuore) a patto di lavorare sui suoi limiti in fase di finalizzazione e lettura delle situazioni. In questa rosa non aveva più molto senso.

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]Fabio Giambò[/divider]

⁠⁠⁠Non è riuscito a fare il salto di qualità che ci si aspettava dopo la buona (non entusiasmante) prima stagione, poi la sfortuna nel non riuscire pienamente a superare i problemi fisici che hanno rallentato il suo percorso di crescita. La sensazione è che in certi contesti non riesca mai a far capire se sia carne o pesce, e allora resti sempre ad un passo dall’esplosione che non arriva mai. Permettetemi una considerazione economica: prenderlo a 14 (più 1.5) milioni di euro dopo la buona esperienza ad Udine e rivenderlo a 15 (se verranno confermate tali cifre) dopo due stagioni fra (pochi) alti e (tanti) bassi è un piccolo capolavoro fatto nella stanza dei bottoni.

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]Jacopo Azzolini[/divider]

Di lui non mi mancherà assolutamente la pochissima lucidità sottoporta e/o negli ultimi metri. Ricordo ancora il costante terrore quando vedevo Pereyra apprestarsi all’ultimo passaggio, visto che nella stragrande maggioranza dei casi si traduceva in scelte ed esecuzoni a dir poco pessime.

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]Lucio Pelliccioni[/divider]

Non mi mancherà averlo in rosa e non sapere come utilizzarlo, non si é mai capito dove realmente potesse fare la differenza, trequartista, mezzala, attaccante esterno, poteva fare tutto ma non eccelleva in nessuno tre.

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]Dario Pergolizzi[/divider]

Pereyra è stato decisamente il giocatore più hipster della rosa negli ultimi due anni: ala argentina dai mezzi tecnici e atletici notevoli ed un’aura malinconica da incompiuto che lo ha accompagnato durante il suo percorso. Non mi mancheranno quelli che lo hanno definito un bidone e che non vedevano l’ora di sbolognarlo. Buena suerte Tucu!

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]Fabrizio Renna[/divider]

Non mi mancherà il Pereyra dell’ultima stagione e di questo precampionato. Mai un’accelerazione, mai uno spunto, scelte di passaggio quasi sempre errate. Un’involuzione totale, se pensiamo all’ottimo contributo dato dal Tucu nella sua prima annata in bianconero, in cui veniva utilizzato spesso da Allegri a gara in corso per spaccare le partite. La cessione rappresenta la soluzione migliore, sia per lui che per la Juventus: il calciatore potrà ritrovarsi in un contesto diverso come quello del Watford, mentre la Juve incassa 15 millioni e libera un posto in rosa (probabilmente in favore del ritorno di Cuadrado).

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]Davide Rovati[/divider]

Il rammarico su Pereyra è che in due anni non abbia migliorato il suo decision-making nell’ultimo terzo di campo. Quante progressioni devastanti finite schiantandosi contro un muro; quante percussioni dalla destra sprecate con un cross fuori misura. In questo senso, non mancherà il senso di frustrazione che accompagnava ogni occasione potenziale non concretizzata. Però dispiace, perché i mezzi atletici sono di primo livello e le sue caratteristiche sono state decisive quando c’era da attaccare ampie porzioni di campo, specialmente nei secondi tempi. Negli spazi stretti è il tipico giocatore che necessita di un contesto più codificato per superare i propri limiti.

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]Matteo Viscardi[/divider]

Non mi mancherà il suo errore in finale di Champions League! Quel gol avrebbe cambiato la sua storia bianconera. Mancherà invece da morire nelle riprese delle trasferte europee, quando con km da attaccare può spaccarti partita e avversario.