Cosa abbiamo da invidiare a City, Psg e Barcellona

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Con l’acquisto di CR7, Emre Can e Cancelo (e il ritorno di Bonucci), nonché il riscatto di Douglas Costa, la Juventus 2018-2019 si appresta ad essere una delle più apprezzate pretendenti alla vittoria finale della Champions League (con i dovuti scongiuri).

Mai prima d’ora era capitato che la Juventus acquisisse il titolare di un club europeo di prima fascia. Se pensiamo ai passati innesti, annoveriamo riserve o esclusi, oppure titolari ma di squadre di rango inferiore. Per citarne alcuni, lo stesso Douglas Costa non era titolare nel Bayern Monaco di Ancelotti; Vidal era titolare, ma nel Bayer Leverkusen; Pogba, un giovane primavera di belle speranze del Manchester Utd; Tevez e Cuadrado osservavano il City e il Chelsea dalla tribuna.

E vi è di più: mai prima di quest’anno il livello dei giocatori tende verso l’eccellenza e non presenta vistose eterogeneità qualitative: anche la nostra c.d. “panchina” sarebbe in grado di competere per lo scudetto. Questo è un elemento, a mio avviso, dirimente nel raffronto con gli altri top club, quali City, PSG e Barcellona, verso le quali, per comodità, prenderò come riferimento il seguente 11 bianconero (il modulo 4-3-3 verrà applicato anche alle squadre in esame):

Formazione tipo (4-3-3): Sczeczny; Cancelo, Bonucci, Chiellini, A. Sandro; Can, Pjanic, Matuidi; Dybala, Ronaldo, Costa
A disposizione: Perin, Pinsoglio; De Sciglio, Barzagli, Benatia, Rugani, Spinazzola; Khedira, Bentancur, Bernardeschi; Cuadrado, Mandzukic, Kean

Età media: 28,1

Manchester City
Portieri: Ederson, Bravo, Muric
Difensori: Stones, Laporte, Otamendi, Mangala, Kompany, Sandler, Mendy, Walker, Danilo
Centrocampisti: Fernandinho, Gundogan, Delph, Zinchenko, Foden, Luiz, De Bruyne, D. Silva, Diaz
Attaccanti: Sane, Sterling, Mahrez, B. Silva, Aguero, G. Jesus
Età media: 25,9
Formazione tipo (4-3-3): Ederson; Walker, Stones, Otamendi, Delph; De Bruyne, Fernandinho, D. Silva; Sterling, Aguero, Sane

Guardiola ha a disposizione sostanzialmente la squadra dello scorso anno, con l’uscita dalla rosa di Yaya Touré e l’ingresso del veloce attaccante Mahrez (Leicester) e del giovane difensore olandese Sandler (PEC Zwolle), che hanno agevolato l’abbattimento dell’età media della rosa, ponendola in un milieu ideale (al pari di PSG e Barcellona). Non esattamente il mercato roboante che ci si attende da un club con le ambizioni del City (pensate solo se questi fossero stati gli acquisti della Juve), ma va dato merito di aver conservato tutti gli effettivi di maggior qualità.

Paragonando i principali giocatori per ruolo, si ottiene quanto segue:

  • Ederson < Sczeczny
  • Bravo = Perin
  • Walker < Cancelo
  • Stones < Bonucci
  • Otamendi = Chiellini
  • Delph = A. Sandro
  • De Bruyne = Pjanic
  • Fernandinho > Can
  • D. Silva > Matuidi
  • Sterling < Dybala
  • Aguero < Ronaldo
  • Sane = Costa

La difesa della Juventus risulta nettamente più forte di quella inglese; il centrocampo inferiore; l’attacco, nel complesso, superiore. Tuttavia, va tenuto conto del fatto che la presenza di un solo interditore per il City rende forzato il paragone diretto. Per quanto attiene alla panchina, la Juventus risulta di gran lunga superiore, pur con un minimo dubbio sul parco attaccanti.

Cosa manca alla Juve per raggiungere il City? Potrebbe essere sufficiente una diversa disposizione del centrocampo, con Can davanti alla difesa e Pjanic-Matuidi ai fianchi come mezzali, e maggiore fluidità nel palleggio.

PSG
Portieri: Buffon, Areola, Trapp
Difensori: Marquinhos, Kimpembe, Kehrer, T. Silva, Kurzawa, N’Soki, Meunier, Alves, Georgen, Dagba
Centrocampisti: L. Diarra, Verratti, Rabiot, Lo Celso, Nkunku, Bernede
Attaccanti: Neymar, Draxler, Jesé, Di Maria, Diaby, Mbappé, Cavani, Weah
Età media: 25,4 anni

Formazione tipo (4-3-3): Buffon; Alves, Marquinhos, T. Silva, Kurzawa; L. Diarra, Verratti, Rabiot; Mbappè, Cavani, Neymar

Il PSG agli ordini di Tuchel si è impoverito a centrocampo, con la perdita, nel tempo, di Thiago Motta, e Matuidi e lo spostamento centrale di Verratti, che toglie centimetri e fisico; senz’altro, la crescita di Rabiot, l’inserimento di Lassana Diarra e l’ascendente qualità di Lo Celso forniscono dinamismo, qualità e consistenza a una rosa che resta tra le migliori del panorama mondiale. L’attacco è, naturalmente, atomico e il migliore immaginabile, con la definitiva consacrazione di Mbappé durante lo scorso Mondiale e la possibilità di schierare in alternativa, sulla trequarti o sulle ali, giocatori come Draxler o Di Maria. La difesa resta più debole rispetto ad altre avversarie, in particolare sugli esterni e nei ricambi (stante anche l’alterna affidabilità di Dani Alves). L’adesione di Buffon al progetto parigino aumenta senz’altro la qualità del reparto portieri, pur creando potenzialmente difficoltà di spogliatoio per via del dualismo con l’ex titolare, Areola.

  • Buffon > Sczeczny
  • Areola = Perin
  • Alves < Cancelo
  • Marquinhos < Bonucci
  • T. Silva = Chiellini
  • Kurzawa = A. Sandro
  • Diarra < Can
  • Verratti < Pjanic
  • Rabiot > Matuidi
  • Mbappé > Dybala
  • Cavani < Ronaldo
  • Neymar > Costa

La Juve risulta, quindi, superiore in difesa; superiore a centrocampo; inferiore, complessivamente, in attacco, in ragione dell’altalenante rendimento di Dybala, in particolare.

Cosa manca alla Juve per raggiungere il PSG? Un salto di qualità netto da parte di Dybala e A. Sandro, una decisa conferma delle straordinarie qualità di Cancelo.

Barcellona
Portieri: Ter Stegen, Cillessen
Difensori: Umtiti, Piqué, Lenglet, Vermaelen, J. Alba, S. Roberto, Semedo
Centrocampisti: Busquets, Sergi, Rakitic, Vidal, Arthur, Rafinha, D. Suarez, Alena
Attaccanti: Coutinho, Dembélé, Malcom, Messi, Suarez, El Haddadi
Età media: 26,6 anni

Formazione tipo (4-3-3): Ter Stegen; S. Roberto, Piqué, Umtiti, J. Alba; Rakitic, Busquets, Coutinho; Messi, Suarez, Dembélé

Anche il Barcellona di Valverde ha perso molto negli ultimi anni, con le partenze di Xavi, Neymar e, da ultimo, Iniesta; in particolare, i due centrocampisti rappresentavano, a mio avviso, la vera anima della squadra e dei successi strabilianti ottenuti. Nondimeno, la rosa non è stata modificata nella sua struttura e l’unico inserimento, al posto proprio di Iniesta, è stato Vidal, che garantisce classe e solidità (con tutti i limiti di recente manifestati, in particolare legati alla continuità) a discapito però di quella incrollabile professionalità che distingueva il geniale fantasista spagnolo. Notevole la crescita di Coutinho, sempre durante lo scorso Mondiale, e la sua duttilità anche da mezzala, così come il buono score realizzativo del rapidissimo Dembélé. Resta, per me, la vera squadra da battere, come si vede anche dal seguente raffronto individuale:

  • Ter Stegen = Sczeczny
  • Cillessen / Perin s.v.
  • S. Roberto < Cancelo
  • Piqué > Bonucci
  • Umtiti = Chiellini
  • Alba > A. Sandro
  • Rakitic > Can
  • Busquets > Matuidi
  • Coutinho = Pjanic
  • Messi = Ronaldo
  • Suarez > Dybala
  • Dembélé = Costa

La difesa risulta grossomodo pari a quella della Juve; il centrocampo è senza dubbio superiore, comunque lo si inverta; di poco, ma lo è anche l’attacco. Tuttavia, la Juve resta superiore nei ricambi.

Cosa manca alla Juve per raggiungere il Barcellona? Maggiore qualità a centrocampo e sulle fasce, in particolare quella presidiata da A. Sandro.

Conclusioni

Le squadre europee di prima fascia analizzate (cui va aggiunto il Real Madrid) appaiono molto forti negli undici titolari e, a differenza della Juve, meno nei sostituti, pur verosimilmente dotati di ottimi fondamentali, elemento che spesso separa le italiane dalle europee (basti pensare ad un giocatore come Sturaro o alla panchina, spesso inadeguata, di cui disponeva persino la Juve ante 2005); e l’età anagrafica complessiva risulta più giovane di ben tre anni in media, rispetto alla Juventus, elemento che pure potrebbe contare.

Inoltre, io credo che i rispettivi campionati inglese, francese e spagnolo siano attualmente banco di prova idoneo a valutare le abilità dei singoli e del gioco di squadra, in quanto riflettono l’attuale gioco europeo, povero di tattiche estenuanti, catenacci e marcature asfissianti; e, certamente, c’è chi potrebbe (anche a buon diritto) invidiare a queste squadre magari gli allenatori (nel caso, solo Guardiola, tra tutti), in ragione del c.d. “belgioco” applicato, la riconoscibilità ed efficacia degli schemi.

Come è ovvio, per noi la differenza quest’anno la dovrebbe fare CR7, che la nostra principale rivale non ha più. Ma da solo ovviamente non basta, anche perché, specie in ragione del prestito di Higuain, senza di lui una rosa straordinaria rischia di tornare ad essere “soltanto” una buona rosa. Servirà la contemporanea consacrazione di Dybala, che deve capire cosa vuole essere nella vita, e di Emre Can e Bentancur in quei centrocampisti di quantità, tecnica e forza fisica, che dalla partenza di Pogba e Vidal sono mancati; servirà il ritorno di Alex Sandro nel terzino sinistro più forte (dopo Marcelo) per breve tempo ammirato ; serviranno maggiore consapevolezza e, quindi, lucidità nella gestione delle gare (in particolare sottoporta), unite ad una più attenta pianificazione della preparazione atletica, perché sappiamo bene come i nostri soffrano di troppi infortuni muscolari e poca brillantezza nel gioco, mentre le concorrenti europee risultino misteriosamente pimpanti e al completo pressoché in qualsiasi periodo dell’anno.

In sostanza, non molto da invidiare agli altri, quasi nulla direi, ma purché ognuno dei nostri faccia ciò che deve e sa fare, in particolare quelli che, finora, non hanno assicurato la necessaria continuità o sono venuti meno nei momenti cruciali.