Cosa fare di Matuidi

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L’acquisto di Blaise Matuidi nell’estate antecedente il campionato 2017/18 ha sempre avuto una nota agrodolce per il tifo juventino. Al di là del valore assoluto del calciatore, della sua caratura internazionale e del suo apporto carismatico alla causa, una sensazione diffusa è sempre stata quella di aver acquistato un profilo non totalmente funzionale in termini tattici e che non fosse l’ideale per amalgamare un reparto che prevedeva tra i titolari certi Miralem Pjanic e Sami Khedira.

La posizione migliore per il francese è indubbiamente quella dell’intermedio di centrosinistra, con mansioni di aggressione verticale sia difensiva che offensiva, e con compiti di gestione del possesso ridotti ai minimi termini. Nel corso degli anni, tra PSG e Francia, abbiamo avuto modo di vederlo impiegato anche nel doppio pivote, al fianco di Pogba, Kanté, Verratti, Rabiot, insomma con partner dalle caratteristiche parecchio differenti. La sensazione è che, nonostante le eccellenti doti interditive, la sua natura verticale nell’interpretazione del ruolo non lo renda idealmente affiancabile a compagni dalla predisposizione più offensiva.

Rimanendo sul parco centrocampisti della Juventus, è stato su questi lidi più volte trattato il tema dell’utilizzo di Miralem Pjanic nella coppia. Né Khedira né Matuidi gli consentono di solcare le zolle più calde della metà campo offensiva, essendo entrambi in maniera diversa poco predisposti all’accompagnamento dell’azione rimanendo a protezione, in favore di un atteggiamento più volto alla ricerca della corsa in avanti, dell’inserimento da dietro. Dote che sicuramente non fa parte del pacchetto tecnico di altissimo livello del numero 5.

Il che apre una serie di interrogativi in vista della prossima stagione. Dato per assodato l’arrivo di Emre Can, e consci della sua duttilità, potremmo ipotizzare diverse configurazioni che prevedano l’utilizzo del tedesco insieme a Pjanic, a due o a tre. In entrambi i casi sembra però non esserci spazio per Matuidi nell’undici titolare suggestivo di pieno calciomercato. Molti ipotizzano l’arrivo di un centrocampista di assoluto valore sulle zolle di centrosinistra, a completare il trio che vedrebbe in Can la mezz’ala destra di contenimento, Pjanic il facilitatore dell’uscita palla dalla difesa ed uno stoccatore ad alto tasso tecnico come SMS o Pogba a completare le caratteristiche del reparto, che possa essere decisivo sia nella circolazione della palla, che nella creazione di superiorità numeriche o qualitative, che nella rifinitura e finalizzazione delle azioni.

Al di là della percorribilità di tali ipotesi in termini economici, l’esigenza pare chiara: Blaise Matuidi non è più in grado di essere uno dei pilastri di una squadra che mira a rinforzare il centrocampo, poiché non soddisfa tutti i criteri di cui sopra. Può però essere un backup di elevata garanzia, grazie alla sua capacità di alzare i ritmi della gara e di asfissiare l’avversario. In determinati piani gara potrebbe addirittura essere preferito dal primo minuto alla cosiddetta mezz’ala sinistra di qualità, affiancando sul centrodestra accanto a Pjanic un giocatore diverso da Can in quella specifica fattispecie, magari uno con le caratteristiche del chiacchierato Pellegrini.

Insomma, nella Juve 18/19 lo slot ideale in cui collocare Matuidi sembra essere quello della riserva, qualora accettasse lo status. Va però tenuto in considerazione che si tratta di un profilo ingombrante, non solo in termini salariali. E’ sicuramente un uomo spogliatoio, un generoso, abituato però ad essere considerato prima scelta. Difficile pensare che la Juve se ne privi dopo una sola stagione, anche perché non sembra essere particolarmente appetito sul mercato, tra ingaggio e valore residuo a bilancio. Per avere una mutua utilità sarà però fondamentale che l’amalgama complessiva venga curata minuziosamente, tanto da consentirgli di impiegare al meglio le sue doti anche da subentrante o nelle rotazioni, senza svilirlo.