Cosa ci ha detto Triestina-Juventus 0-1

di Michael Crisci |

Nell’amichevole voluta da Maurizio Sarri (ancora assente per influenza), la Juve ha affrontato la Triestina al Nereo Rocco, in quella che presumibilmente è stata la prova generale della prima giornata di campionato, che vedrà la Juve di scena in trasferta a Parma

Le prime indicazioni, che sfiorano il mercato, considerata anche l’assenza forzata di Cristiano Ronaldo, le ha date la formazione titolare; modulo iniziale confermato (4-3-3), Danilo lanciato subito titolare, de Ligt in panchina; Khedira confermato titolare (Emre Can pare sorpassato nelle gerarchie), Dybala punta centrale (in luogo di Mandzukic e soprattutto di Higuain, che si allena con la squadra da due mesi). Sugli esterni, Douglas a sinistra e Bernardeschi a destra.

Sin dalle prime battute la Juve cerca, come sempre in questo pre campionato, di tradurre il credo di Sarri in campo, tentando di tenere la palla più bassa possibile. E se Pjanic mostra ancora qualche imbarazzo nel ruolo di centrale davanti alla difesa (solite palle perse in maniera un po’ troppo leggera), uno dei più attivi è proprio Sami Khedira. Il tedesco sfoggia una forma fisica importante, e non lesina gli inserimenti in area graditi tanto a Sarri (e forse questo il motivo per cui viene preferito a Can), anche se mostra ancora l’oramai cronica tendenza a rimanere in avanti dopo l’inserimento, quasi come falso nove. Ottima anche la prova Rabiot, che ha recuperato una quantità importante di palloni, e che appare sempre più in crescita e sempre più inserito nei meccanismi sarriani.

Per quanto riguarda le catene, se a destra Danilo (molto alto per tutto il primo tempo, comunque di buon livello) e Bernardeschi hanno faticato a trovare un’intesa (prima gara insieme), a sinistra i più collaudati Sandro e Douglas hanno faticato meno, e soprattutto il numero 11 ha giocato un primo tempo importante a tutto campo, destreggiandosi su entrambi i lati e non disdegnando sortite centrali, con annessa verticalizzazione. Dybala, a suo agio nel ruolo di punta centrale, oltre al gran gol del vantaggio, si è fatto notare (assieme al brasiliano) per un’intesa fare di pressing alto. Nulla da segnalare sulla prestazione, abbastanza lineare, dei due centrali difensivi

Il secondo tempo è contraddistinto da un quarto d’ora iniziale con la stessa formazione, dove ci sono da segnalare il rigore sbagliato da Dybala, e l’inversione dei due esterni (Bernardeschi a sinistra, Douglas a destra), e poi dalla girandola di cambi, che trasformano totalmente la squadra; osservati speciali, Cuadrado (nella definitiva posizione di terzino destro), de Ligt e Demiral, inedita coppia centrale, che sa di futuro, e soprattutto Aaron Ramsey (alla prima apparizione con la maglia bianconera). Ottima, tra le altre, la prestazione di Rodrigo Bentancur. La Triestina, nel finale, ha giustificato l’esiguo svantaggio, sfiorando un paio di volte il pareggio.

Considerando il primo tempo come vera fase agonistica della partita, si può dedurre che Douglas e Khedira siano i giocatori più in forma, che Bernardeschi e Pjanic non hanno ancora superato le proprie incertezze, forse anche per questione di ruolo. Il carrarino continua a mostrare un decision making non proprio eccelso. Dybala, nella gerarchia delle prime punte, dovrebbe aver superato gli altri due attaccanti, specie Mandukic (apparso un pesce fuor d’acqua nella sua mezz’ora), anche se il mercato continua a incombere. In generale, la squadra ha cercato in entrambi i tempi di perseguire l’idea di calcio di Sarri. Il resto lo scopriremo da Parma in poi, col tecnico toscano di nuovo in panchina, e Ronaldo di nuovo in campo.


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