Coppe e milioni: quanto valgono gli Ottavi di Champions

di Mario Sironi |

Col pareggio striminzito della Roma contro il Bate Borisov , possiamo ora valutare l’impatto finanziario della prima fase di Champions League sui conti delle due squadre italiane partecipanti , entrambe qualificate. Come è noto gli introiti UEFA sono di due tipologie : premi da risultato e premi da Market Pool ossia relativi alla spartizione dei diritti televisivi. Dalle battaglie sul campo i dati complessivi sono:

JUVENTUS: partecipazione fase a gironi 12 milioni di € ai quali si aggiungono 3 vittorie per totali 4,5 milioni e 2 pareggi per totali 1 milione . La qualificazione ai quarti porta altri 5,5 milioni di €. Totale incassato attuale per 23 milioni di euro.

ROMA: 12 milioni per l’ ingresso nei gironi, 1,5 milioni per l’unica vittoria ottenuta, un altro milione e mezzo per i tre pareggi e i 5,5 per la sofferta qualificazione. Fanno 20 milioni e mezzo.

C’è poi la torta del Market Pool ossia i diritti televisivi spettanti ad ogni paese da suddividere tra le squadre partecipanti . Per questa stagione la somma a disposizione per le squadre provenienti dalla serie A è pari a 100 milioni di euro. Il dieci per cento è stato già riconosciuto alla Lazio in quanto squadra eliminata . I restanti 90 se li spartiranno Juve e Roma con due ulteriori criteri:

a) metà , ossia 45 milioni , in base al piazzamento finale dello scorso campionato nazionale ; nello specifico la Juve incassa 24,8 milioni e la Roma 20,2 secondo la proporzione 55/45 del totale;

b) L’altra metà in base al numero di partite giocate in questa CL. In questo momento entrambe le squadre sono a 8 partite giocate (6 del girone e 2 dei prossimi ottavi di finale). Dunque il dato provvisorio è di 22.5 milioni a testa. Se però una delle due andasse più avanti nella competizione rispetto all’altra , la proporzione penderebbe dalla sua parte e sottrarrebbe risorse a suo vantaggio. Se ad esempio la Juve andasse in finale a Milano e la Roma uscisse agli ottavi, la Juve giocherebbe 5 partite in più (13 vs 8) e incasserebbe circa 28 milioni contro i 17 dei giallorossi.

Per la squadra di Allegri ad oggi il consuntivo è quindi di 23 milioni da prestazioni, 24,8 milioni da Market pool quota fissa da piazzamento Serie A e almeno 17 milioni da Market pool quota variabile per partite giocate . Totale sul taccuino di Marotta pari a 64,8 milioni. Somma che potrà crescere con passaggi successivi di turno (6 mln per i quarti, 7 per le semifinali, 15 per la vittoria) e numero di partite giocate in più rispetto alla Roma (11 mln in più rispetto all’attuale minimo).

Vincere la Coppa – con la squadra di Garcia eliminata a febbraio – porterebbe nelle casse bianconere altri 39 milioni arrivando alla quota di 103,8. Per la cronaca , l’anno scorso la Juve, arrivando in finale, ha totalizzato 89 milioni di € di royalties.

Quali lezioni possiamo trarre da questo “bombardamento” di numeri ? Almeno tre, banali forse, ma che è sempre meglio tenere sempre a mente. In primo luogo emerge come tifare sportivamente per le altre italiane in realtà corrisponde a tifare contro il proprio bilancio , al di là di ogni ipocrisia e quanto meno nell’ottica annuale di breve periodo, visto che il ranking Italia in crescita può essere positivo per il movimento
nazionale ma è più difficile da quantificare. Inoltre, se già non fosse chiaro , nel calcio degli anni Duemila la partecipazione alla Champions è assolutamente essenziale alla conservazione di una rosa competitiva e al
mantenimento di un livello sportivo e di business di alto profilo. Come si nota , la partecipazione alla UCL può contribuire, almeno per la Juve, per almeno un terzo del fatturato , visto che il merchandising e le attività collegate allo sfruttamento dello stadio di proprietà difficilmente potranno raggiungere ii livelli siderali ottenuti , ad esempio, dalla solita triade Barca/Real/Bayern. Infine, trattandosi Juve e Roma di due società quotate in borsa, è interessante notare che vi sia una debole correlazione nel medio periodo tra introiti di Coppa e andamento dei corsi azionari , se mai qualcuno lo avesse creduto in passato. Le squadre sportive infatti sono quanto di più anomalo possa esistere sui mercati azionari, già di loro caratterizzati da forte speculazione e notevole volatilità . Da un lato i movimenti nel prezzo nei periodi postpartite cruciali riflettono più l’emotività degli azionisti di minoranza con bassissimo flottante; dall’altro la peculiarità dei bilanci crea più che altro un effetto scommessa dei mercati, slegato dai concetti di investimento classici.

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