Coppa Italia sì, ma senza eccessi

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Comincia un febbraio fitto come non mai per le esigenze di calendario, molte partite ma soprattutto molte energie necessarie, soprattutto da gestire.
Come ogni anno, la Juventus si pone come obiettivo quello di vincere, perlomeno in Italia, tutte le competizioni cui partecipa. Ne fa una questione di principio la società, storicamente orientata a privilegiare gli obiettivi nazionali, e anche la tifoseria, la quale dopo calciopoli non vuole lasciar proprio nulla alle avversarie, i cui tifosi insinuavano che, dopo il 2006, in un calcio finalmente pulito la Juventus non avrebbe vinto più nulla, per cui anche la Coppa Italia rientra tra i trofei da vincere senza lasciare nulla di intentato.

La sorte ha voluto che l’avversaria di Coppa, nel bel mezzo di un tour de force in cui non possiamo permetterci passi falsi né in campionato per il distacco dalle prime né ovviamente in Champions, sia l’Inter. Sappiamo tutti cosa rappresenti per noi questa partita, sia per le vicende storiche (passate e recente), sia per la batosta rimediata non più di tre settimane fa dalla squadra di Conte.

La partita quindi è fondamentale anche per ribadire la propria forza al cospetto della rivale più accreditata che vuole interrompere il dominio in Italia e l’attesa è spasmodica.
Al tempo stesso però occorre fare i conti con la realtà: da qui a maggio si giocherà sempre ogni tre giorni, e c’è alle porte un ottavo di finale di Champions che quest’anno, anche per ragioni economiche, la Juve non può assolutamente fallire. Inoltre in A i bianconeri non possono più permettersi passi falsi rispetto ad un’Inter che potrà concentrarsi solo sulla corsa allo Scudetto e ad un Milan che, nonostante tutto, continua a restare in vetta e privilegerà la corsa in campionato a scapito dell’Europa League.

In questo contesto, per la Juve due impegni così ravvicinati, intervallati da due sfide di campionato molto impegnative contro Roma e Napoli, e con un reparto offensivo non nelle migliori condizioni tra forma fisica e infortuni, se affrontati senza le giuste misure potrebbero portare via preziose energie psico-fisiche da spendere in campionato e in Champions.

Nessuno mette in discussione l’impegno doveroso per una semifinale di Coppa Italia contro l’Inter, ma occorre dare il giusto peso alla doppia sfida, senza sfociare in ragionamenti campanilistici che spesso si rivelano essere controproducenti, perché ad esempio inducono a schierare giocatori non al meglio della condizione, rischiando così di farli incorrere in infortuni più seri.

Pronti a soffrire e, nel caso, a godere quindi, ma non è il caso di fare di questi 180 minuti una questione di vita o di morte.

di Andrea Gagliardi