Perché la Coppa Italia senza premiazione?

di Giacomo Scutiero |

Il Venezia conta un positivo e sabato deve giocare in Serie B. La norma sulla quarantena non è stata modificata: vige l’isolamento collettivo in caso di contagio; praticamente impossibile un emendamento al Decreto Legge entro l’inizio del campionato.

Partiamo da qui anche per spiegare la scena cui assisteremo nella seconda serata di oggi: non ci sarà alcuna premiazione per chi vincerà la Coppa Italia, i calciatori ritireranno le medaglie ed alzeranno il trofeo in autonomia. Nessun rappresentante delle istituzioni, nessun politico, anche il presidente Mattarella ha preferito non presenziare.

I calciatori faranno un percorso ad hoc, ben distanziati, senza alcun contatto con altri soggetti. L’unico assembramento concesso sarà il gruppo festante dietro il capitano con la coppa alzata.
Lo stadio sarà paranormale, soltanto trecento presenti in totale tra protagonisti e resto del personale, seguendo alla lettera il protocollo previsto per il campionato.

Uno spettacolo inedito che milioni di italiani seguiranno a casa. A proposito, saranno più di quaranta le emittenti TV collegate in oltre duecento Paesi: America, Cina, Giappone, Angola, Burkina Faso, Burundi, Camerun, Kenya, Guinea, Mauritius, Uganda, Zanzibar…
Nessuno spettatore in tribuna ed in curva, ma un insieme di coreografie digitali che daranno vita allo stadio Olimpico.

Premesse ed accettate giustamente tutte le misure medico-scientifiche disposte, poniamo qualche domanda ai responsabili dell’organizzazione.
Come si concilia questa premiazione self-service con la spesa alimentare che calciatori e famiglie fanno quotidianamente? E con gli autografi che gli stessi giocatori rilasciano ai tifosi presso i centri sportivi? E con i portieri e gli inquilini degli stabili dove risiedono? E con i benzinai quando fanno il pieno di carburante?

Insomma, gli addetti ai lavori del mondo calcio venivano, vengono e verranno a contatto con tanti soggetti estranei. Perché non è possibile altrimenti, perché lo sport non può procedere altrimenti. Soprattutto perché, dice bene il presidente della Liga, ad oggi soltanto la ostentata negligenza personale può attivare positività in un’oasi protetta come questa.