Conte Out, ecco come immaginava la Juve 2019/20

di Luca Momblano |

Antonio Conte ci ha creduto fino alla fine, consapevole di quel “con o contro” (cit. testuale) che lo ha sottoposto a un discreto stress mentale durante settimane di stand-by nelle quali ha provveduto a scartare il forcing della Roma a fronte di una grande speranza e di una pressante garanzia. La speranza la conosciamo tutti e veto o non veto – ossia la motivazione più semplice che lo juventino che votava a favore del cavallo di ritorno riesca ad accettare – poco cambia di fronte anche alla concreta ipotesi agnelliana che Conte potesse comunque non essere l’uomo giusto al posto giusto, oggi, in questa Juventus. La garanzia è nella volontà di tornare in panchina a tutti i costi che include una grande promessa da parte di Beppe Marotta nel suo vero primo anno di Inter: 11 milioni netti a stagione e carta panna sul mercato, perché in Italia anche spingendo sull’acceleratore del modello inglese funziona così (per info chiedere anche a Massimiliano Allegri, dal quale giunge uno strano spiffero del tipo: “La Juve deve fare il mercato, non essere vittima del mercato“).

Quindi la catena di comando della Juventus ha eliminato un candidato serio, probabilmente a fronte di rassicurazioni decisive sul piano A per il quale alla Continassa si spendono energie quotidiane da quasi quattro mesi. Si chiama Pep Guardiola, è una cosa grande, e ogni minima sfumatura può costare un intero piano societario. Ecco perché il piano B deve sussistere. Ecco perché la Juve deve confrontarsi con il potenziale candidato esattamente come ha fatto con Antonio Conte in tempi non sospetti. E Conte ha detto la sua eccome, una tesi interessante quella del tecnico salentino, un po’ ruffiana e un po’ alla sua maniera. Vale la pena descriverla così come ci è arrivata e così come la abbiamo decifrata.

Nel confronto con Nedved e Paratici (che hanno effettivamente caldeggiato il suo nome e accelerato una prima fase di distensione con la proprietà) Conte si è proposto al solito con idee ferme e molto chiare nell’esposizione:

in porta si può fare con ciò che si ha, Perin è più bravo di ciò che si è visto;

esterni a posto così, ce ne sono cinque se non sei di alto livello;  

Emre Can e Bentancur due centrocampisti fenomenali, in età ideale, dai quali c’è ancora tanto da tirare fuori;

Ramsey motore eccezionale, va ai mille all’ora, da avversario diretto lo si vede a occhio nudo;

Pogba unico calciatore su piazza per cui possa valere la pena, per questa Juve, di spendere 100 milioni;

– con due soli innesti si può puntare a vincere senza dubbi la Champions League, uno è Pogba;

– la difesa più forte del pianeta non esiste più, bisogna prenderne atto e prendere subito De Ligt, in alternativa Koulibaly;

– mercato a basso impatto sull’organico si può e si deve fare, in attacco sarà anche l’anno di Kean.

in attacco Higuain da tenere, giocatore che si può sintonizzare e mentalizzare con Cristiano Ronaldo.

Grazie e buona sfortuna mister.