Conte figura retorica contro la Juve

di Giacomo Scutiero |

Un duello a queste alte quote manca da sette anni: non si affrontano da prima e seconda in classifica da inizio Novembre 2012; Conte ed i bianconeri debbono interrompere l’imbattibilità di 48 gare, Stramaccioni ed i neroazzurri mettono a tacere l’ancora vergine Stadium.

Tra i molti abusi mediatici della settimana, addirittura quello che non lo iscrive nei migliori dieci allenatori d’Europa, figura anche la logica eppure malvagia sineddoche Conte: la metaforica contrapposizione tra lui e la Juventus, tra la parte dell’Inter ed il tutto bianconero.

Oggi Antonio sta di casa altrove e vive ancor più nello strazio. Ex giocatore importante, ex capitano, ex allenatore del risorgimento juventino. Basta ed avanza per intendere e materializzare il vortice.

Un Inter-Juve di questo rango pre sosta campionato può essere la tempesta prima della tempesta: se vince la prima, due settimane di deificazione di Conte e la modifica dell’etichetta “Favorita”; la vittoria della seconda sarebbe esiziale per la bollatura, nonostante lo svantaggio, la formazione e la condizione non eccellente, perché il padrone sarebbe di nuovo e come sempre lo stesso; personalmente, parlando di scommesse sottovoce, scommetto No Goal.

Nonostante i prezzi astronomici dei biglietti per i non abbonati, San Siro sarà tutto esaurito e un teatro spettacolare. Conte potrebbe eguagliare Herrera, sette vittorie consecutive nella stagione 1966/67, ma di certo senza alcuna garanzia di successo: cinquantadue anni fa, anche cinquantadue anni fa, lo scudetto fu della Juve.

Antonio non riesce a far decollare la passione in assenza di tormento. Per lui, non esiste alcun amore educato e domato.
“Sarebbe tornato alla Juve, ma qualcuno non ha voluto”, dice il barista milanese dove fa colazione; no news, ma nulla più di questo rende la sua afflizione. Se l’affetto può concedersi qualche pausa, la brama non si disimpegna.

Al solito, da parte nostra poche chiacchiere ed inquietudini e molta eccitante attesa. L’angoscia non abita più qui da cinque anni.

Vivere in contraddizione con la propria ragione è la morale più intollerabile—
Grazie, Lev.