I passaggi più importanti della conferenza stampa di Allegri

di Valerio Vitali |

allegri conferenza stampa

Durante la conferenza stampa di bentornato, Allegri ha dato sicuramente moltissimi spunti di discussione. Nonostante un avvio un pò balbettante e confusionario (non del mister, bensì di alcuni cronisti presenti in sala), l’atmosfera mediatica si è decisamente innalzata quando ha preso parola lo stesso tecnico toscano dopo un primo intervento di Andrea Agnelli. Per stessa ammissione di quest’ultimo, sono stati frequenti i contatti tra i due in queste ultime due annate, a maggior ragione nel tramonto della passata stagione.

Come primo tema all’interno della conferenza stampa di Allegri, c’è il passato che lo ha contraddistinto nel club bianconero. Un passato ricco di successi ma che deve essere cancellato dalla memoria (ma non dal cuore) sua e dell’ambiente tutto. ne ha parlato così lo stesso Max: “Sono emozionato e divertito. Tempi per parlare del passato e sentimentalismi: basta. Parliamo del futuro. Ho a disposizione un’ottima squadra, stiamo lavorando per cercare di sistemarla. Ci sono tanti giovani di valore che sono la base su cui ripartire”. 

Più volte l’allenatore livornese ha rimarcato la buona qualità della rosa di questa Juventus e in due diverse occasioni non ha che confermato la presenza di Cristiano Ronaldo anche il prossimo anno: “Cristiano dove lo metti fa gol. Può giocare attaccante o largo sulla fascia ma è uno che dà sicurezza e deve darne quest’anno anche fuori dal campo, più che 3 anni fa, quando è arrivato alla Juventus. C’è un gruppo giovane e lui, così come Chiellini e Bonucci, devono fare da traino alla nuova leva”. 

Proprio di Chiellini si è parlato nella conferenza stampa odierna con un accenno duro ma deciso dello stesso presidente Agnelli: “Mi sembrava ridicolo interrompere le sue vacanze per fargli firmare un contratto: Giorgio non è un problema”. Una dichiarazione stizzita verso una certa parte della stampa, insomma. Stizzito, o sarebbe meglio dire divertito, è sembrato anche Allegri sul numero di presenze di Bonucci, nel suo ruolo gerarchico all’interno della squadra: “Bonucci è andato (al Milan, ndr) e poi tornato. Eh, questo incide eh, non è che puoi pretendere la fascia come vice Chiellini, se vuoi la fascia te la compri e vai a giocare in piazza”. 

Un passaggio forte ma che è chiaro e identificativo del personaggio e dell’allenatore Allegri, di certo il più allineato con il dna e la filosofia Juventus. Motivo principale questo, che lo ha spinto a rifiutare non una, bensì due volte addirittura il Real Madrid, come ammesso dallo stesso tecnico: Si è vero che sono l’unico ad aver detto due volte di no al Real Madrid. Ho scelto la Juve come gesto d’amore verso una società che mi aveva dato tanto. Anche per la squadra”.

Tra le righe, anche un piccolo indizio di mercato (?) sul possibile ritorno di Pjanic: “Cristiano tirerà le punizioni? Sì magari da lontano, mentre Dybala più da vicino. Poi è ovvio, Paulo da destra e Cristiano da sinistra…poi ovvio, se arriva un ottimo calciante di punizioni anche a destra…I calcianti di punizione sono importanti eh (ride, ndr)”. 

Parole al miele invece per Dybala, che testimoniano il buon rapporto che intercorre tra i due, a differenza di alcune dicerie che negli anni lo hanno accompagnato. Queste le sue dichiarazioni a tal proposito: “Dybala si è presentato molto bene. È un valore aggiunto. Ci ho parlato e l’ho trovato molto motivato, soprattutto perché mi dà l’idea di aver lasciato un ragazzo e ritrovato un uomo. Lui sa che questa stagione per lui è molto importante e infatti l’ho ritrovato molto carico e pronto”. 

Insomma, un Allegri che nel giorno della sua conferenza stampa di ritorno è sembrato molto carico e molto concentrato. Lui stesso ha utilizzato il termine “aziendalista” per calibrare il tiro sul suo ruolo e su quello intorno al quale, nel suo immaginario collettivo, deve concentrarsi la figura dell’allenatore in una società come quella bianconera. Di certo non pare essere cambiato molto a livello comunicativo rispetto a qualche tempo fa, ma in termini di verve ha palesemente negli occhi e nel cuore quell’ardore che servono alla Juventus di oggi.