Con la maglia numero 7, Cristiano…

Passeranno 10, 20, 30 anni, vi chiederanno dove eravate quel giorno e voi lo saprete perfettamente.
Saprete dove eravate nel momento esatto quando qualcuno vi ha inviato il messaggio, vi ha chiamato o vi è corso incontro per abbracciarvi.

E’ tutto vero, è tutto maledettamente vero, lui, il più grande di tutti, ha firmato per la Juventus.

Sono troppi i pensieri che si accavallano in questa notte che ogni tifoso juventino vorrebbe non finisse mai, perché inconsciamente teme di risvegliarsi e scoprire che è stato solo un bellissimo sogno.

Così lotto contro Morfeo e mi lascio trasportare dalle emozioni, una dopo l’altra, una cascata di immagini che di colpo si colorano di un bianco e nero quasi accecante.

 

Rimini

La maglia nera, Boumsong, il gol di Paro e prima ancora quel tremendo ed indimenticabile “Belardi è bianconero” urlato sul sito ufficiale: l’acquisto di un anonimo terzo portiere sbandierato con un’enfasi senza pari, quando ormai se ne erano andati Cannavaro, Emerson, Zambrotta, Vieira, Ibra e quell’altro di cui non ricordo il nome…

Cardiff

La maglia viola e quella sua esultanza odiosa, arrogante, dannatamente strafottente, proprio lì davanti a me. Il suo urlo, nel silenzio di uno stadio coperto, che mi rimbomba nelle orecchie per dirmi che “no, non è il tuo momento, questa coppa la vinco io”, poi Mandzukic, l’intervallo, il nulla assoluto e un tasto cancella che non sono mai riuscito a trovare.

Stadium

Ma cosa fanno Gigi e Chiello? #Fiuuuu , ah no aspetta…

Mi alzo in un gesto naturale, semplice, assoluto, lo stesso gesto del mio vicino e dell’altro accanto a me, di quello dietro, di tutto il mio settore, di tutto lo stadio.

Applaudo e applaudiamo il gesto e il campione senza se e senza ma, incondizionatamente e lo guardiamo tutti, in attesa di un qualcosa, di un cenno che non sappiamo nemmeno noi cosa possa essere.

E invece 40 mila occhi innamorati creano una magia, una sensazione inspiegabile per chi non c’era e forse inspiegabile anche per lui.

Il campione, il divo, il migliore che si spoglia, in quell’attimo, di tutto il suo ego, per qualche secondo, e rimane ammirato e adorante di fronte alla vecchia signora che si è perdutamente innamorata di lui e ha scelto il modo più bello ed inaspettato per dichiararsi.

Io non so quanto abbia inciso quel momento in questa storia d’amore appena ufficializzata, ma mi piace credere che, dietro alla montagna di soldi e di interessi smossi da questo affare, ci sia il romanticismo puro di quell’attimo.

Lo stesso romanticismo che oggi ha fatto battere il cuore a tutti noi tifosi Juventini, trepidanti e assetati di notizie da oltre una settimana; a noi oggi non importa nulla dello scudetto, della coppa italia e, vi giuro, nemmeno della Champions, oggi noi abbiamo le farfalle nella pancia, i brividi sulla pelle e il petto gonfio d’orgoglio perché quello lì, sì, quell’odioso, arrogante e strafottente numero 7, vestirà la maglia a strisce bianconere, da oggi Cristiano Ronaldo è mio, è nostro e l’unica cosa che ci importa è sentire lo speaker dello stadio urlare:

Per la Juventus, ha segnato con la maglia numero 7, Cristianooooooo

RO-NAL-DOOOOOOOOOOOOOOOOO

mentre lui farà quella piroetta in cielo, e i nostri occhi avranno la forma di cuore per 4 lunghissimi anni.

 

Alberto Scotta ‘Panoz’

 

Cover Art by PnP per Juventibus